Marcello

Auto-pus

20 maggio 2009

Perché continuare ad avere alì bucate, di scarso utilizzo, bianche ma affaticate?
Soffice tentazione tra pesanti ricordi, pensanti, soffermarsi inutilmente sui dettagli è perdere la visione del tutto.
Che spreco sarebbe, se fossi ancora fermo guardarmi le unghie dei piedi.

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Marcello

Locali Piovaschi

19 maggio 2009

Ho capito.
Ho paura della velocità, delle cose che si muovono in fretta e mi spostano.
Delle cose che cambiano colore perché sono in movimento e quando si fermano, non ci sono più.
Sicuramente farei prima a mettermi a correre con loro, seguire il volo di un’ape, starle alle calcagna e minacciarla di morte, cercarle la mamma, sputare.
Ma poi perché tutto ciò?
Non sono mai stato carino vestito di giallo e nero e non credo che lo sarei nemmeno se mi mettessi a volare.
Non sono mai stato Carino.
Preferirei di gran lunga starnazzare anatroccole tutto il giorno, senza pensare ad altro. Magari andare a fare la spesa, con poca voglia ma grande appetito, e scegliere solo i pecorini migliori, quelli con la virgola, per abbinarli ad un buon vino da Signore.
Concludendo, lascerò che le decisioni si prendano da se, si portino a compimento e, con poco rumore, mi vengano a cercare quando il pranzo sarà pronto: lo sarò anche io, con le dita spalancate come dopo un bagno al mare.

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Marcello

Previsioni nel mondo Apple

6 aprile 2009

Dopo una giornata del cazzo, alla fine dell’ultima tranche del mio lavoro di oggi, mi sento in vena di fare una previsione.
Nei prossimi mesi vedremo la commercializzazione di un tablet Apple.
Caratteristiche?
Completamente touch screen, intuitivissimo, integratissimo con il computer “normale”.
Una specie di iPhone grande, un po’ come i vari device di Star Treck, ma molto più elegante.

Se ci ho azzeccato non venite a dirmi che non ve l’avevo detto eh!

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Marcello

Prima sbruncata londinese

6 gennaio 2009

Squilla cellulare, io appena sveglio con la voce ancora impastata, rispondo:
“ein wineione wrn rchellou?”
“Pronto?!?”
“ijasdoij apojer rchellou?”
“Ahem, yes it’s me…”
“sdfinerop ew9 erew London?”
“?!?!?! Sorry!?”
“I aodfjod odfjdsf job dererf in London”
“Oh yes…”
“fapohrewpoh erpo w interview?”
“Well, I’ll be available from March because I’m still with my current job since then”
“oweroi ione ri before March?”
“I don’t know, it’s possible but I have to plan that”
“Ok, sadpoap p9hew op erojp in March”
“Yes, that would be great!”
“p epron wopin wreio ewr”
“Ok, thank you. Bye.”

What the fuck!

Ho bisogno di un corso accelerato di comprensione degli accenti strani…

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Marcello

Perché il potere è nelle mani dei vecchi

20 novembre 2008

di GIANCARLO BOSETTI

http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/politica/paese-sbloccare/poteri-vecchi/poteri-vecchi.html

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Marcello

Due goccie

22 ottobre 2008

Sta piovendo ininterrottamente da almeno mezzanotte scorsa.
Situazione molto del tipo “E’ andato tutto a puttane”

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Marcello

Progetto Zajj – L’attesa

17 ottobre 2008

L’attesa

Mi sembrava brutto lasciare chiuso in un cassetto un album che, riascoltato dopo tutti questi anni, ancora mi piace un casino.

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Marcello

Visione parziale

18 agosto 2008

Ero protagonista di un film di Pete Steele, leader dei Type 0 Negative.
Il film era ambientato di notte, in una città umida e silenziosa, tra strade desolate e rumori improvvisi, gatti che inseguivano prede invisibili e sussurri incomprensibili di gente altrettanto invisibile.
A rendere ancora più angosciante la situazione era la scelta del punto di vista: le scene erano riprese con una videocamera che simulava alternativamente l’occhio destro e quello sinistro, con tanto di pezzo di naso sfuocato a lato dell’inquadratura.

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Marcello

Il Mobilificio

18 maggio 2008

Avevamo deciso di andare a vedere un nuovo centro commerciale poco fuori città. Era stato costruito all’interno di una zona militare che controllava una discarica a cielo aperto di mobili. Montagne di vecchie scrivanie, letti, comodini, cucine e divani, tutti rigorosamente color marrone, erano accatastate le une sulle altre formando una distesa uniforme. Il luogo era circondato da filo spinato e al centro di esso c’era un enorme cubo di cemento grigio, al quale si accedeva tramite uno stretto corridoio asfaltato che divideva l’area. Dopo qualche minuto alla ricerca di un parcheggio, riusciamo a scendere dalla macchina e seguiamo la fila di gente per entrare.
continua…

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Marcello

iTaLiA

16 aprile 2008

L’argomento principale è il calcio: il 70% delle persone parla di calcio tutti i giorni, tra campionato, partite amatoriali e fantacalcio.
Poi viene la figa, ampiamente discussa durante le serate di fine settimana davanti ad una birra.
Infine la politica, di cui ognuno dice peste e corna e comunque sempre le stesse ovvietà (sono tutti uguali, si vota il meno peggio, rubano tutti, è colpa del precedente governo).

Ma chi cazzo pretendevate che venisse votato?

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