Oggi decisamente una giornata piena.
In ufficio i miei tentativi di apprendimento di Ruby on Rails si intensificano notevolmente ed incomincio a vedere i primi, interessanti frutti.
Per ora sto gestendo il database degli utenti e delle aree del nostro sistema di gestione dei task e per quanto sia in fase primordiale, funziona egregiamente.
Sono un po’ rimasto deluso, invece, dalle librerie di “effetti speciali” che teoricamente dovrebbero rendere più gradevole l’esperienza dell’utente all’interno della web application. In pratica sono un po’ “buggosi” ma mi riservo di studiarli con più attenzione.
All’uscita dall’ufficio mi sono dovuto risvegliare bruscamente dal mio stato di intorpidimento tecnologico in cui mi ero cullato tutto il giorno. Fermi in fila al semaforo, in mezzo ad un traffico su due corsie che ti fa sentire tanto sardina in scatola, ho assistito attonito allo scippo di una povera automobilista.
La sua macchina era dietro la mia ed ho potuto seguire impotente tutta la scena dallo specchietto retrovisore (è già la seconda volta che questo specchietto mi regala emozioni forti, quasi meglio dei reality show).
Praticamente, due ragazzi in motorino hanno affiancato la malcapitata dal lato passeggero, il tipo seduto dietro si è sporto infilandosi per metà dentro l’abitacolo attraverso il finestrino aperto e ha afferrato la borsetta mentre l’amico dava gas per ripartire di slancio.
Il mio primo pensiero è stato “Ma guarda che imbecilli, a fare certi giochi in mezzo alla strada” pensando fossero conoscenti. Ho realizzato troppo tardi che non era un gioco tra amici ma uno scippo in piena regola. Troppo tardi, quasi al rallentatore, sono riuscito ad aprire la bocca e dire “Hanno rubato la…” mentre il mio cervello pensava “Devi dire a Silvia di aprire lo sportello con violenza”.
Se fossi riuscito a comunicare questa semplice frase, invece di blaterare parole incomprensibili ed inutili, i due pezzi di merda avrebbero sbattuto sul mio sportello e magari saremmo riusciti a rallentarne la fuga se non a bloccarli.
Ma queste cose meravigliose succedono solo nei film americani.
Nella realtà italiana quei due bastardi sono schizzati via in un istante e mentre la tipa attonita usciva dalla macchina urlando, io non ho potuto fare altro che balbettare due frasi senza senso e farmi assalire da una sensazione di impotenza soffocante.
Mi dispiace davvero, moltissimo.
Mi dispiace che le persone per bene che pensano ai cazzi propri debbano correre certi rischi e mi dispiace anche che certe teste di cazzo vengano su teste di cazzo perché una qualche ragione socio-antropologica li ha costretti a diventare così.
Leggevo quindi un articolo su Beppe Grillo ed il suo crescente successo sia artistico che pseudo-politico.
Si parlava del suo modo di sbattere in faccia le cose come stanno, cercando di renderle reali e affrontabili e della cerchia sempre più ampia di persone che incominciano a seguire le sue “orme” e si organizzano in più o meno piccoli gruppi di “attivisti”.
Poi si parlava del successo del suo blog, a quanto pare al 66° posto in una qualche classifica a livello mondiale.
Riflettevo proprio su questo: sulla potenza dei blog.
Inizialmente li ritenevo solo uno sfogo di solitudine di quelle persone che hanno difficoltà a relazionare con gli altri. Probabilmente in parte lo è ancora ma c’è dell’altro.
C’è anche il blog di informazione, che sta prendendo piede, tanto per cambiare, negli Stati Uniti e sta dando molto filo da torcere alle testate giornalistiche istituzionali, spesso appesantite e lente.
In Italia credo sia il blog di Beppe Grillo il precursore di quello che vorrei fosse il nuovo modo di fare e trovare informazione.
Qualcuno potrebbe obiettare sull’affidabilità ma vedete, c’è una cosa molto importante nella rete, che in parte funziona anche per gli altri “mezzi di comunicazione/informazione” ma che solo qui vede il suo apice massimo: la reputazione.
Se ti fai una pessima reputazione su internet, puoi anche chiudere i battenti e andare a dare da mangiare al gatto perché difficilmente qualcuno ti leggerà di nuovo.
Bisogna farsi conoscere, come in tutti i campi che prevedono la comunicazione di qualcosa a qualcuno. Bisogna attirare le persone sul proprio blog e non con stupidi stratagemmi dalle gambe corte.
A parte i siti vetrina, che in quanto tali hanno ciò che meritano e niente più, ovvero qualche visita sporadica, i blog devono essere aggiornati, trattare argomenti interessanti (anche e soprattutto specializzati, di nicchia) e non dire cazzate, come faccio io.
Per finire, dovrebbero essere in inglese perché in Italia non se li incula nessuno e onestamente non so proprio con chi, in Italia, avrei voglia di scambiare informazioni su Ruby on Rails o simili.
Certo, il mio campo è estremamente specializzato, troppo tecnico.
E’ per questo motivo, probabilmente, che beppegrillo.it ha il successo che ha: tratta argomenti alla mano, che stanno sulla bocca di tutti e soprattutto che hanno una rilevanza fondamentale nella quotidianità dell’italiano medio.
Basta sto sfarfallando.
Tanto non mi ascolta nessuno.
Anch’io ti ascolto, ciccino.
Io ti ascolto.
Semplice: me lo sono dimenticato.
Non sono mica pagato per fare questo!
… e il discorso sulla legge elettorale??