Marcello

25 novembre 2005

Il rantolo della matassa

Il rantolo della matassa
Un mio caro amico mi ha svegliato nel cuore della notte con queste parole:

“Ciao dipanatore di matasse,
sono il montatore di marocchino. Mi ha appena chiamato l’addetto alla defecazione per andare a smontare un segantino a mano incastrato all’uopo da un lappatore di metalli.
Vieni?”

Mi chiedo come posso rifiutare l’invito.
Sarò presto al tuo servizio, costi quel che costi, perché in fondo è sbagliato privarsi di tanto quando si ha così poco.

Saluti.

  • nanà novembre 28, 2005 15:03:20 1

    stavo cercando di defluire da un tubo quando un enorme rettile mi ha guardato negli occhi e mi ha fatto la faccia che faceva Frank. Ho resistito. Ho ululato il mio nome: “Adamo!” e da quel momento l’atmosfera si è rasserenata. Anche i lupi si sono messi comodi e hanno raccontato vecchie barzellette mentre fumavano sigarette. A quel punto è arrivato signor Tonio che balbettando ha detto: “I lontani territori sono ricoperti di neve!”. A quel punto alcune donnole hanno iniziato a girare su sè stesse, non tanto piagnucolando quanto canticchiando. L’acqua stava scivolando dentro il tombino e noi dentro ci aggrappavamo alle barchette di carta. Poi mi aggrappai all’alluce di qualcuno, disperato, e mi resi conto che era il mio alluce, però da vecchio.

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