Marcello

25 marzo 2006

Il barbone

Mi trovavo in un locale notturno, forse un pub, con alcuni amici di cui non ricordo il viso. Ad un certo punto decido di andare via e inizo a passeggiare per le stradine desolate del centro storico, strade strette e buie come se ne possono trovare a Castello.

Incomincia a piovere ma non me ne preoccupo, finché non sento il bisogno di svuotare la vescica e decido di appartarmi in un vicolo per far pipì in tranquillità.
A questo punto il sogno si fa più complicato perché in realtà quel vicolo non era proprio un posto appartato ma una specie di bastione con uno strapiombo sulla sinistra ed un parapetto sovrastato da una grata sulla destra. Chiunque, oltre quella grata, poteva vedermi fino a mezzo busto.
Ad ogni modo ritengo di poter iniziare la minzione senza preoccuparmi troppo della cosa ma vengo interrotto sul più bello da un barbone che mi guardava attraverso la grata e, bestemmiando, si avvicinava minaccioso.
“Cosa cazzo stai facendo? Li io ci dormo! Vattene via o ti strappo l’uccello! Te lo lego attorno al collo! Te lo ficco su per il culo!”

Poi mi sono svegliato e sono andato a fare pipì in bagno dove, fortunatamente, non c’era nessun barbone minaccioso.

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