Camminavo su un ponte, ma non un ponte in legno o tibetano, un normalissimo ponte su un normalissimo canale mezzo secco!
ad un tratto davanti a me cammina un bambino sui 10 anni, biondino, molto magro, con un giubbetto di jeans.
Parla da solo o con un amico invisibile e gioca con lui a pallone. Un pallone invisibile!
Scarta verso destra improvvisamente e si spinge verso il parapetto del ponte, troppo vicino…
non faccio in tempo ad accorgermi che la ringhiera è arruginita ed il ragazzetto è caduto!
mi arrampico su un palo(???) per cercare di vederlo ma delle voci mi distraggono; sono un gruppo di motociclisti ubriachi che circondano una professoressa (tutti riconosciamo una professoressa quando la vediamo…), vogliono rapinarla, mi metto in mezzo, prendo un sacco di colpi!!!
MA improvisamente mi divincolo acchiappo la vecchia e corriamo…
I motociclisti non ci inseguono, inforcano le moto e vanno nella direzione opposta alla nostra.
La prof. inforca gli occhiali e mi spiega che la nostra strada è senza via di uscita ma che lei ha le CHIAVI!!!
Arrivati alla fine del ponte ci si para davanti un GROSSO PORTONE in compensato, molto sottile, molto leggero. Lo sfondo!!!
Oltre il portone ci troviamo in un grosso circuito di motocross… e da un angolo cominciano ad arrivare i motociclisti che nel frattempo avevano fatto il giro.
ORA, guardandomi bene attorno riconosco il cortile dietro casa vecchia, la zona dietro via Portogallo, quando non c’era nulla, non c’era la scuola e si vedeva fino in via inghilterra…
BENE, sono a CASA posso batterli!
invece… acchiappo la vecchia mi infilo al N°11 di via potrogallo e salgo fino all’ultimo piano chiamando il 113, a gran voce…!
Salendo le scale incrocio un portiere in divisa da vigile urbano e Stefano Sassu in ciabatte e boxer che mi guarda!
SVEGLIO!!!
Sassu è la chiave di tutto. La chiave che aveva la professoressa. Infatti ieri era il suo compleanno.