Premessa: per comodità dividerò il sogno in scene.
Scena 1: vado in un negozio a comprare dei bastoncini di incenso. E’ un negozio tipo erboristeria/negozio di prodotti biologici/equiesolidali. Vedo solo un tipo di bastoncini e chiedo alla proprietaria se hanno solo quelli. Mi risponde che gli altri ci sono ma sono ancora inscatolati, vanno cercati. Nell’attesa, viene allestito un assaggio di prodotti biologici e ci invita a restare.
Noi (ovviamente) restiamo. Sistemano un tavolino da campeggio con sopra varie cose buone, ma a un certo punto, mentre sgranocchio tranquillamente seduta vicino al tavolino, portano un piatto con una tartaruga cotta (bollita?) e altre cose orride con occhi. Ovviamente il piatto orrido viene poggiato esattamente difronte a me e vedo benissimo la testa della tartaruga con il collo dritto e rigido, gli occhi rossastri (sì, forse era stata bollita) che mi fissano. Io mi giro in modo da dare le spalle all’orrenda pietanza ed emetto un mugolio di protesta mentre cerco di mandare giù quello che stavo masticando.
Scena 2: dalla terrazza del negozio, situato su un punto alto della città (tipo Castello), si vede il porto e vedo perfettamente dei barconi che arrivano carichi di persone che sembrano essere prigionieri. Sul molo, ad aspettarli, degli enormi marines di colore armati di fucile. Li strattonano, gli piantano la canna del fucile sulla schiena e li spingono con violenza lontano dai barconi. E’ il “settore americano” del porto. Con aria interrogativa mi rivolgo alla proprietaria del negozio e lei, sconsolata, mi risponde: “Eh, signora, sapesse quante ne vediamo da qui di scene così…”
Scena 3: sono giù al porto e vedo i marines più da vicino. Vicino a me, sulla banchina, ci sono dei ragazzini che giocano e si tuffano in acqua. I marines li vedono e sparano in acqua per ammazzarli. Io mi butto in acqua per salvare una bambina bionda che si è appena buttata. Mi tuffo, la prendo sotto il mio braccio destro e vado sott’acqua per nuotare verso il largo e portarla via. Ogni tanto torniamo a galla per respirare e poi di nuovo sotto, cercando di schivare le meduse. Riesco a portarla lontano, dietro un’altra banchina. Dallo spigolo della banchina, sempre in acqua, mi sporgo per guardare i marines e mi rendo conto che ci vedono ancora… ma la bambina è in salvo.
Scena 4: di nuovo in Castello, giro per le stradine strettissime, salgo scale a pioli per andare da un posto all’altro. A un certo punto mi trovo in uno spiazzetto con un’aiuola incolta, con erbacce alte. Osservo con attenzione e in mezzo all’erba vedo dei gatti, tanti gatti, un’enorme cricca di gatti semi-randagi. Li osservo uno per uno e mi rendo conto che alcuni hanno le pupille a X, come se ci fossero dei gatti con un gene particolare. Ne vedo anche uno che ha sempre la pupilla a X, ma con una delle due asticelle quasi sbiadita, come se qualcuno avesse cercato di “curarlo” e farlo tornare normale, con la pupilla a bastoncino. Solo che l’unica asticella visibile è storta, quindi si vede lo stesso che è un gatto anomalo. Discuto con Marcello del mistero dei gatti con le pupille a X.
Scena 5: i gatti si trovano vicino a una vecchia casa, piena di costumi d’epoca e costumi di scena. E’ una donna anziana che li colleziona e li noleggia. Giro a osservare velluti, pizzi e piume. Dietro una tenda, un uomo che misura un costume, somiglia al cappellaio matto di Alice nel paese delle meraviglie, ma è il mio capo. Gli consegno la busta con i biglietti del Cagliari che stava aspettando.
ovviamente quelli di nanà sono i nomi di possibili analisti adatti per ogni tipo di sogno.. :D
5- spera che il tuo capo non legga
Scena 1: Won Kar Wai
Scene 2 e 3: James Cameron
Scena 4: Adrian Lyne
Scena 5: Luis Bunuel