Mi trovo su una spiaggia deserta, sconfinata e di sabbia bianchissima, inarcata su un mare verde è cinta da due altissime montagne di roccia perlopiù nuda, con qualche sprazzo di vegetazione qua e la. Il mare è calmo e sembra di essere in paradiso.
Ad un certo punto degli enormi massi vengono scagliati verso di me dall’alto delle montagne, accompagnati da tuoni e fortissime raffiche di vento. Riesco a schivarli e corro sulla sabbia terrorizzato, in cerca di un riparo. Un uomo alto, molto magro e con la pelle color dell’ebano mi si avvicina e dice che Dio ha deciso, ingiustamente, di punirci ed è così iniziata una guerra contro di Lui. Sotto una di quelle rocce trovo alcune maschere di legno rosso vermiglio. Ne indosso una e alzo lo sguardo e le braccia al cielo, urlando.
Arrivano altri “indigeni”, come una specie di tribù africana: sono capeggiati da un bambino che ha lo sguardo fiero e rabbioso. Il più grosso di loro è la sua guardia personale e ha gli occhi bianchi, persi nel vuoto. Mi fanno cenno di seguirli e ci inoltriamo dentro una foresta, al centro della quale c’è una costruzione moderna, una specie di casa-chiesa in legno e muratura.
All’interno dell’edificio alcuni di loro mi prendono in disparte e mi spiegano che il bambino ha il potere di controllare la mente della sua guardia personale, facendolo diventare un automa privo di volontà per usarne la sua forza a piacimento. Implorano il mio aiuto per salvarli.
In qualche modo riesco a separare il ragazzo dal resto del gruppo e lo afferro per il collo, sollevandolo e urlandogli contro - Devi smetterla! Anche se la tua guardia è più forte, noi siamo in tanti e possiamo facilmente ammazzarvi entrambi. Non vogliamo arrivare a questo! Liberalo: annulla il tuo potere su di lui e nessuno si farà male!
Lui sbava e si contorce, facendomi capire di aver ricevuto il messaggio, così decido di allentare la stretta al collo e lo prendo per le spalle, usandolo come scudo nei confronti del gigante che nel frattempo, si sta avvicinando per proteggere il ragazzo. Lui pronuncia alcune parole in una lingua incomprensibile ma non sortiscono alcun effetto e continuiamo a retrocedere finché ci rifugiamo dentro una specie di libreria.
Il ragazzino è sconvolto e visibilmente impaurito: sembra realizzare di aver perso il suo potere.
Io sposto una libreria e scopro una finestra dalla quale usciamo, per poi scappare verso la foresta.
Fine.
Se questa non è dipendenza da serie TV io sono Mike Bongiorno…
allegriaaaaaaaaaa
mmm…secondo me è un desiderio latente di omosessualita pedofila interrazziale, ma potrei sbagliare
Hai visto 300 da poco, vero? …