Canzoni colorate

Un respiro affannoso di violini, all’interno di una stanza senza porte ne finestre, completamente bianca.
Vorresti uscire ma non sai come ed il suono diventa insopportabile. L’atmosfera si riscalda e ti metti a urlare.
Dopo qualche secondo entra un uomo molto alto con l’espressione confusa e ti chiede “A che ora passa l’ultimo autobus per il centro?”

“Novembre” sarebbe la risposta giusta ma tu non la conosci così ti limiti a dire “Non so cosa vendi ma sicuramente non sono interessato a comprarlo, anzi a onor del vero non so nemmeno come uscire da qui. Lei com’è entrato?”
“Da questa piccola porta, signore” indicando una tana di topo proprio affianco al suo piede.
Capisci improvvisamente di aver sempre avuto sotto controllo la situazione, e proprio mentre la musica cambia e dei tamburi incalzano violentemente, squittisci ed entri nella tana, sollevato.

L’ambiente qui è molto più confortevole e tutti quei simpatici violinisti che hanno appena finito di suonare, stanno bevendo vino rosato da calici a forma di peperoncino rosso. Sembrano molto soddisfatti: il gusto li avvolge, li dipinge e ne hai piena consapevolezza anche se loro non lasciano trasparire alcunché.
Uno di loro ti rivolge la parola con uno strano accento australiano, anzi, tramite uno strano accento israeliano: “Madam, le je dover avardanco. Prossimi giorni caldi, maestrale in arrivo. Privè deprussa.” e si allontana scalciando.
Non avevi mai affrontato la giornata con questi buoni propositi e le parole illuminanti del violinista ti hanno definitivamente aperto la mente: ora sei pronto per il grande passo che ti porterà al prossimo livello di gioco. Chiudi gli occhi e tutto diventa improvvisamente bianco, abbagliante.

Sei immerso nel giallo assoluto, ed un odore di violenza ti avvolge le narici ed il basso ventre. Non riesci ancora a mettere a fuoco quando qualcuno di picchietta la spalla con due dita e ti strattona l’avambraccio per farti voltare. Non puoi resistergli oltre e ti volti mettendo a fuoco il tuo nuovo interlocutore. Lui si scalda e gesticola: a tratti assomiglia a tuo padre, tranne che per la barba lunga e luminosa.
“Calmati! Caaaalmati!!! Ah ah ah! Non lo sai!! Non puoi saperlo!!! Ah ah ah! Brucia!”. Esplode in un lampo di luce gialla ed il calore ti investe e spinge all’indietro. Il frastuono si affievolisce amalgamandosi con la voce di una cantante del sud che fa piuttosto schifo. Anche lei lo sa e fa un cenno al pianista, che smette di suonare e ti guarda.
Tutti ti guardano e tu non sai cosa dire. Poi ti scusi e ti allontani verso un corridoio buio, anche se non hai la minima idea di dove porti.

Adesso c’è freddo: sei in Russia e c’è gente vestita da pescivendolo o metalmeccanico che fa ampi gesti con le mani e borbotta frasi senza senso verso una buca nel ghiaccio “Robo la matta. Barbar Barbar Rambalotti”
Dal buco esce un’anguilla lunghissima e larghissima che si mette a piangere appena ti vede. Tu la fissi negli occhi e senti puzza di nafta. Il motore della barca su cui ti trovi, una barca blu e bianca, accelera ed il vento soffia forte sulle tue narici.
Incominci a lacrimare ma è troppo tardi.

Complimenti, sei arrivato al mostro finale: un enorme autoarticolato con 7 ruote per lato ti stringe la mano in segno di affetto.
“Non è più necessario combattere. Un tempo tutti mi sparavano addosso missili e palline di carta, sperando di uccidermi ed io dopo un po’, stanco e demoralizzato, mi buttavo a terra facendo finta di essere morto e scorreggiavo fortissimo per effetto scenico. Ora invece le cose sono cambiate. Sei arrivato fin qui e già questo basta per dimostrare che sei capace di tenere a bada il mostro. Bravo! Hai completato il livello più difficile”
Lo ringrazi per le parole di conforto e pieno di onestà lo ricompensi con ghiaccio lavato.
Ti rimetti in cammino senza guardarti indietro e con gesto scaramantico apri la bocca e ci infili dentro due dita, facendo finta di essere molto più vecchio.


6 Comments on “Canzoni colorate”

  1. NanĂ  says:

    L’ho riletto e mi è piaciuto ancora di più, evviva il giallo assoluto e Barbar Barbar Rambalotti!

  2. Marcello says:

    Grazie Pi, uno dei migliori complimenti che potessi ricevere :)

  3. Briba says:

    Potrebbe essere frutto della mente malata di David Lynch…

  4. Marcello says:

    Lo sai che mentre la scrivevo vedevo i luoghi e i personaggi muoversi e parlare?
    Si, concordo: lo facciamo.

  5. NanĂ  says:

    Dobbiamo assolutamente fare un cortometraggio di questa storia. Bravo!

  6. caroindeciso says:

    va bene come commento: “42″ ? o se preferisci anche un semplice “vabbene”….
    amo i finali a sorprePAWWW!


Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>