Stefano

4 Aprile 2008

Racconti più i tuoi a tuo padre?

Papà: Ciao Stè, che fai?
Stefano: scrivo, tu?
Papà: Io ho fatto un riposino perché mi si chiudevano gli occhi per le medicine
Stefano: quali medicine?
Papà: Adesso ho scritto a zia Silvia
Stefano: ok, ma quali medicine?
Papà: le medicine per il raffreddore
Stefano: anche tu sei raffreddato?
Papà: Si, mamma e Claudio me l’hanno contagiato
Stefano: bene, bravi!!!
Papà: Ieri stavo proprio male
ma sto prendendo l’actigrip ed il froben e la propoli e gli sciaqui
Stefano: ed un clistere non te lo fai?
Papà: No bastano le supposte, perché oggi sto meglio
Stefano: bene
Papà: Va tutto bene lassù?
Stefano: si tutto bene
Stefano: Stanotte ho fatto un incubo!!!
Stefano:
Papà: Raccontami
Stefano: Allora
eravamo io e gli altri che stanno qui con me
più due ragazze cinesi che ho identificato come le compagne di casa di una mia collega in una casa bellissima, enorme, molto moderna: televisori al plasma ed un bagno con tutti gli accessori.
Poi le cinesi hanno iniziato a fare cazzate tipo scolavano gli spaghetti nel lavandino senza colapasta e finiva tutto nello scarico finché non si intasava ed ha iniziato ad uscire un fiume d’acqua.
Io passavo il tempo a correre appresso a queste due e riparare i danni che stavano facendo.
Nella casa c’era poi una stanza strana in cui nessuno entrava mai

finché le due cinesi non decidono di andare a cucinare anche lì.
Dal salotto vedo il fumo!

mi precipito a vedere che altro avessero combinato ed entro anch’io nella stanza.
Sulla parete di destra vedo un forno in ghisa alto più o meno 2,5 metri…in fiamme.
Faccio per tentare di spegnere l’incendio quando uno degli sportelli di questo forno enorme si apre e dentro vedo un centinaio di topi, ma grandi e brutti…
uno di questi mi vede e mi carica!!! Cerco di colpirlo ma lui fa prima e mi si attacca alle mani e comincia a mordere come un dannato, riesco a scaraventarlo per terra e lui allora mi morde una caviglia, e si riarrampica…
Papà: ….e tu ti sei svegliato per il dolore
Stefano: me lo ritrovo un’altra volta in mano che mi morde e allora decido che lo devo ammazzare: gli acchiappo la mascella e la mandibola e lo apro in due!!!
Dopo di che decido di andare a farmi visitare da un dottore. Chiamo Julien, il ragazzo francese che abita qui e mi faccio accompagnare (a piedi) perché lui è del posto e sa la strada.
Quando usciamo dal’impianto di acquacoltura non siamo in Scozia, ma siamo in Tailandia
in mezzo a delle strade affollate con gente che vende di tutto a bordo strada. Finalmente arriviamo da un medico, te lo lascio immaginare, anzi no: era una specie di santone indù con un bel turbante arancione. Mi siedo e ancora non sento dolore alle ferite, lui mi prende un dito ed apre un taglio… Dentro non c’era nulla… niente carne, niente sangue, niente ossa
Papà: era vuoto?
Stefano: solo la pelle dall’altra parte ed un liquido semi trasparente chiazzato di pus.
A questo punto sento il dolore alla caviglia talmente forte che finisco per terra,
sollevo la gamba del pantalone e la ferita comincia prima a gonfiarsi, poi la pelle si lacera
Papà: mi sta facendo venire i brividi
Stefano: e dal taglio comincia ad uscire una schiuma bianca come se la carne si stesse sciogliendo. Il medico ha dovuto prendere un cucchiaio e togliere tutta quella roba da dentro fino a quando non era tutto sparito, ossa comprese…
Papà: come hai fatto a non svegliarti?
Stefano: e vedevo la pelle del collo del piede a questo punto mi sono svegliato!!!
ma cosa vorrà dire?
Papà: Minchia!!!!!!

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