Tra un taralluccio e due bicchieri di vino ho notato che i carciofi sott’olio rassomigliano alle falene.
Ho fatto così una ricerca ed effettivamente è saltato fuori che il 45% del contenuto di un barattolo di carciofi sott’olio è composto da grosse falene, del tipo che gira sopra le nostre tavole durante le cene estive.
Il cibo non deve essere illuso.
Nel momento in cui lo si infilza nella forchetta esso darà per scontato che verrà mangiato nel giro di qualche secondo.
Qualora questo non avvenisse bensì fosse lasciato trascorrere troppo tempo tra l’azione dell’infilzaggio e quella del mangiaggio, il cibo tenderà a disilludersi fino ad adottare, spesso, soluzioni estreme come il suicidio, lanciandosi nel vuoto tra le braccia dei compagni ancora in attesa di sorte dentro il piatto sottostante.
Un racconto che parla di amore, odio, repressione e convinzioni lapalissiane.
Costantemente a contatto con l’umanità innata e trasversale di noi esseri inferiori alla media.
Da ricordare se volete trascorrere 7 minuti piacevoli in riva al mare o 24 giorni distruttivi sul cucuzzolo di una montagna innevata.
Se per puro caso dovessi sentire un pizzicorio all’altezza della seconda lingua.
Prendi provvedimenti.
minchia li turchi
li pigghiaran
portami via
Seriamente perché potrebbe essere qualcosa di ben più grave di quello che pensa la gente comunemente.
La faccia dell’incomprensione.
Un giorno il bambino ha deciso di vedere cose che non ci sono e io gli ho detto: “Ok, giovanotto. Adesso vai a prendere la purga!”
Lui ha urlato come un forsennato e si è nascosto dentro l’armadio dove ha visto Pony, un suo amico senza l’indice che indica le cose con la lingua per non dover urlare.
Ogni volta che ha freddo strizza un limone e ne beve il succo e poi si lancia nel vuoto con l’astronave che è in lui.
Passeggiando su e giù per Londra ho incontrato un signore svizzero che mi ha parlato di treppiedi per nani.
Sapete, io sono fissato coi treppiedi per nani perché hanno un bel suono onomatopeico e asinoddittico.
Comunque se volete vi faccio andare in pigiama fino ad Oxford Street per poi comprare qualcosa li.
Stavo seduto nei meandri della mia immaginazione quando ho visto questa splendida immagine appesa ad una finestra e non ho potuto fare altro che gioire e prenderla.
Sapevo benissimo di correre un rischio rischiosissimo, con tutte quelle spine ed in particolare con quell’oblungo mostro di pezza che si portava sulle spalle, ma la sua conturbante consuetudine non poteva fare a meno di me ed io di lei.
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Una molletta di frassino
chiude il suo fine statico
Una poesie futuristica
ricca di parafrasi artistiche
Grandi parole e onomastici
navighi quattro e poi mastichi
Ridi di notte per non dire niente
guardi le grotte e sei più impertinente
Ululi al vento così non si fa
e poi giochi al porto: evviva papà
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C’era una volta un piccolo naviglio affamato che aveva voglia di una conopizza ma riuscì soltando ad andare in Romania a rifarsi i denti.
Aggiungo io:
“Quando l’altro giorno ti ho visto crescere di notte contro un muro d’oro, ho pensato immediatamente che ero sopraelevato di almeno 4 metri così ho preso la macchina e sono andato dal”altra parte rispetto alla tua.”
Avete mai pensato a quante persone fanno la stessa cosa che fate voi nello stesso momento?
Per esempio: quante persone staranno installando in questo momento Windows XP su Virtual PC?
Oppure, quante persone si staranno lavando i denti nel mondo proprio in questo preciso istante?
Io ci penso spessissimo, e mi piacerebbe saperlo.
Silvia l’ha sognato ed io mi sono sentito in dovere di metterlo in pratica.
E’ un titolo molto bello, lo ammetto.
Mi si è palesato mentre riflettevo sull’infinito e mi è sembrato piuttosto insensibile da parte mia rifiutare una così forte tentazione.
Eccolo, è vostro. Fatene buon uso.
Fossi in voi ci scriverei attorno un bel racconto, oppure addirittura un libro intero, chissà!
Un omaggio al genio che ha creato questo annuncio, chiunque egli sia (probabilmente Chuck Norris)

Da oggi (per sempre) un diario di bordo che affronterà le varie tipologie di trapasso più o meno violento.
Gentilmente offertoci da Sassucciotter, che ringraziamo copiosamente.
Allora, Dott. Sassucciotter, come moriremo oggi?
La invitiamo a scrivere un commento ogni giorno.
Mi raccomando: la puntualità!
E’ grazie a tali visioni che il mio estro si lancia in iperboli creative degne del migliore Leonardo (Pieraccioni).
Ed è sempre grazie a siffatte immagini che mi sveglio sudato nel cuore della notte, urlando di paura.
Ogni volta che spengo la luce ho paura di incontrarlo nei miei sogni.
Grazie Ziu Ninnu: grazie di esistere.