Un mio caro amico mi ha svegliato nel cuore della notte con queste parole:
“Ciao dipanatore di matasse,
sono il montatore di marocchino. Mi ha appena chiamato l’addetto alla defecazione per andare a smontare un segantino a mano incastrato all’uopo da un lappatore di metalli.
Vieni?”
Mi chiedo come posso rifiutare l’invito.
Sarò presto al tuo servizio, costi quel che costi, perché in fondo è sbagliato privarsi di tanto quando si ha così poco.
Saluti.
Stavo giustamente pensando che è arrivato il momento di dare delle spiegazioni razionali ai grandi perché della vita, l’universo e tutto quanto (piccola citazione, grazie per tutto il pesce DNA).
Il primo mistero irrisolto che mi viene in mente riguarda l’obesità.
Ebbene si, vi siete mai accorti di quanti esseri umani sono obesi e di quanti, vergognosamente, mangiano senza mettere su un filo di trippa?
Non venite a dirmi che i primi ingrassano per colpa della vita sedentaria e gli altri restano in forma perché fanno sport.
Sono cazzate inventate dalle lobby delle palestre per far iscrivere più persone ai loro corsi e guadagnare più soldi.
La risposta razionale a tutto questo è semplice come bere un bicchiere d’acqua, perché l’acqua non fa ingrassare ma aiuta a depurare l’organismo.
Esistono i gemelli di stomaco.
Queste persone, anche distanti migliaia di chilometri tra loro, hanno lo stomaco in comune e di solito il primo mangia mentre l’altro digerisce e, conseguentemente assimila.
All’interno del loro organismo si trova un apparato digerente dislocato, una sorta di tele-trasporto naturale che permette al magro di mangiare come un ossesso per poi trasferire tutto il cibo, col relativo onere digestivo, al gemello, fosse anche dall’altra parte del mondo.
Non siete soddisfatti?
Fate male.
L’amico di Bugiardino: “Oh, ma film toghi tipo sparatorie tra negri ne hai?”
Tutto questo beta che ci circonda!
Sarà un modo per mettere le mani avanti e lavarsi un po’ la coscienza?
In ogni caso mi piace.
Incomincerò a farlo anche io presto, molto presto.
Raffica di pensieri.
Quando mi lavo i denti penso a Flaviano, perché un giorno gli suggerii di lavare la lingua con lo spazzolino per eliminare il sapore di sigaretta.
Quando sento parlare di Londra penso a Stefano, perché mi raccontò di un modo simpatico per riposare con un’altra persona sedendosi reciprocamente sul ginocchio (un po’ complicato da spiegare ma dovrebbe funzionare).
Quando tolgo il piede dalla frizione penso a Massimo Ranieri, perché negli anni ‘90 era testimonial di una pubblicità in cui veniva presentata una FIAT con cambio automatico e lui teneva il tempo col piede sinistro.
Mi è venuta un’idea, forse più una cazzata che altro però la butto giù così, d’istinto.
E se le software house si mettessero daccordo per sviluppare uno standard che definisca un personaggio/avatar interscambiabile fra i vari giochi?
In questo modo avrei la possibilità di creare un personaggio su The Sims 2, e giocarci anche su Medal of Honor o su Doom 3.
Niente in comune se non il mio avatar che affronta giochi diversi e magari acquisisce nuove caratteristiche o specializzazioni che conserva e porta avanti nel tempo.
Ci devo pensare meglio…
E allora vi dico: “Mai bere più di un litro di birra senza niente sullo stomaco”.
Parrebbe una cazzata ma vi assicuro che la mezzora passata al buio, su una sedia in salotto a fissare un geranio sul balcone illuminato dalla bianca luce dei lampioni, non è stata una delle migliori mezzore della mia vita.
Vuoi perché tentavo di non vomitare, vuoi perché tentavo di non cadere dalla sedia e tutto girava in tondo e l’unico punto fermo era quel verde sbiadito geranio.
Ero più fuori io di quel dannato geranio.
E il gatto che mi fissava dal divano, comodamente seduto lui, sicuramente non gonfio di birra.
Se dal Mastro Birraio avessero evitato di scrivere sul menù qualcosa tipo “scaloppina di stocazzo con contorno di polenta e patate” e poi portare una misera scaloppina di due centimetri di lunghezza (buonissima lo ametto) senza polenta ne patate, forse avrei potuto anche trovare un salvagente a cui aggrappare tutta quella meravigliosa birra.
Fantastico, davvero.
Un’esperienza pulsante, come il mio mal di testa.