Marcello

18 Agosto 2008

Visione parziale

Ero protagonista di un film di Pete Steele, leader dei Type 0 Negative.
Il film era ambientato di notte, in una città umida e silenziosa, tra strade desolate e rumori improvvisi, gatti che inseguivano prede invisibili e sussurri incomprensibili di gente altrettanto invisibile.
A rendere ancora più angosciante la situazione era la scelta del punto di vista: le scene erano riprese con una videocamera che simulava alternativamente l’occhio destro e quello sinistro, con tanto di pezzo di naso sfuocato a lato dell’inquadratura.

Marcello

15 Aprile 2007

Un mondo parallelo

Questa notte mi è apparsa in sogno la soluzione a tutti i misteri di Lost. Eccone un breve resoconto:

Ben era ad un telefono pubblico all’interno di una stanza che poteva essere la sala d’aspetto di un dottore o qualcosa del genere. Ad un certo punto, da una porta laterale, entra in scena Jerry Calà che, a mo di cappellaio matto, lo conduce verso una scala, per svelargli alcuni misteri.
continua…

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Marcello

3 Luglio 2006

I titoli dei film

I titoli dei film
Propongo di aggiungere un commento per ogni titolo idiota che i grandi titolisti italiani danno spesso e volentieri ai film esteri.
Non so bene quale sia il loro intento: forse sperano di attirare più gente o forse ci ritengono dei perfetti idioti?

Marcello

25 Giugno 2006

Docce per un film

Un racconto che parla di amore, odio, repressione e convinzioni lapalissiane.
Costantemente a contatto con l’umanità innata e trasversale di noi esseri inferiori alla media.
Da ricordare se volete trascorrere 7 minuti piacevoli in riva al mare o 24 giorni distruttivi sul cucuzzolo di una montagna innevata.

Se per puro caso dovessi sentire un pizzicorio all’altezza della seconda lingua.
Prendi provvedimenti.

minchia li turchi
li pigghiaran
portami via

Seriamente perché potrebbe essere qualcosa di ben più grave di quello che pensa la gente comunemente.

La faccia dell’incomprensione.
Un giorno il bambino ha deciso di vedere cose che non ci sono e io gli ho detto: “Ok, giovanotto. Adesso vai a prendere la purga!”
Lui ha urlato come un forsennato e si è nascosto dentro l’armadio dove ha visto Pony, un suo amico senza l’indice che indica le cose con la lingua per non dover urlare.
Ogni volta che ha freddo strizza un limone e ne beve il succo e poi si lancia nel vuoto con l’astronave che è in lui.

Passeggiando su e giù per Londra ho incontrato un signore svizzero che mi ha parlato di treppiedi per nani.
Sapete, io sono fissato coi treppiedi per nani perché hanno un bel suono onomatopeico e asinoddittico.
Comunque se volete vi faccio andare in pigiama fino ad Oxford Street per poi comprare qualcosa li.

Stavo seduto nei meandri della mia immaginazione quando ho visto questa splendida immagine appesa ad una finestra e non ho potuto fare altro che gioire e prenderla.
Sapevo benissimo di correre un rischio rischiosissimo, con tutte quelle spine ed in particolare con quell’oblungo mostro di pezza che si portava sulle spalle, ma la sua conturbante consuetudine non poteva fare a meno di me ed io di lei.
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Una molletta di frassino
chiude il suo fine statico
Una poesie futuristica
ricca di parafrasi artistiche
Grandi parole e onomastici
navighi quattro e poi mastichi
Ridi di notte per non dire niente
guardi le grotte e sei più impertinente
Ululi al vento così non si fa
e poi giochi al porto: evviva papà
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C’era una volta un piccolo naviglio affamato che aveva voglia di una conopizza ma riuscì soltando ad andare in Romania a rifarsi i denti.
Aggiungo io:
“Quando l’altro giorno ti ho visto crescere di notte contro un muro d’oro, ho pensato immediatamente che ero sopraelevato di almeno 4 metri così ho preso la macchina e sono andato dal”altra parte rispetto alla tua.”