Marcello

3 Agosto 2006

La casa gialla

Era da molto che non mi soffermavo a scrivere qualcosa su queste pagine.
Uno dei motivi fondamentali era che non avevo assolutamente nulla da dire.

“La casa gialla costeggiava una strada desolata e la notte scura era inebriata dalla brezza marina mentre i numerosi grilli cantavano una melodia estiva che riesumava antichi ricordi perduti nei tempi lontani”.

Contate gli aggettivi. Sono moltissimi. E’ così che scrive l’autore del libro che sto leggendo in questo momento. Non gli farò pubblicità. Dirò solo che il titolo del libro è “Anima Mediterranea” e che lui si chiama “Eugenio Campus”.
Non è un brutto libro.
La storia è interessante ma talvolta poco scorrevole e l’uso quasi aggressivo degli aggettivi mi mette l’ansia.
Un sufficiente libro di circa 300 pagine sarebbe potuto essere un buon libro di 150 pagine.

Vabbè.

Fuori piovre ma adesso il Maestrale. Quest’anno ho preferito non chiamarlo a gran voce per non suscitare l’ilarità altrui ma ad un certo punto ho pensato che sarebbe stato il caso di costruire artifici focali.
Il problema è sempre lo stesso: l’umidità. Se non badate al disordine in casa potete sempre prendere appuntamento dal mio oculista di fiducia che scompone orzo per ricavarne febbre da cavallo.
Anche il rosso è un colore a cinque livelli di progesterone. Non ho idea di cosa sia il progesterone però mi viene da scrivere progesterno e quindi lo lascio così.

Sapevo che non sarei riuscito a comporre niente di più di questo.
Tra l’altro non riesco a modificare più il mio sito. Mi sembra perfetto così.
In compenso sto lavorando ad una cosa simpatica che sarà utilissima ad un sacco di persone.

Quando diventerò famoso passerò il tempo a giocare a scacchi con un nano biondo mentre il gatto fumerà pipe elastiche urlando: “John Sempleton, io non sono il tuo schiavo personale!!!”