Marcello

24 Marzo 2006

Uno strano odore nell’aria

Dubitare è lecitohttp://www.beppegrillo.it/2006/03/ce_uno_strano_o.html

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Marcello

11 Ottobre 2005

Grillo i blog la legge elettorale e tutto quanto

Oggi decisamente una giornata piena.
In ufficio i miei tentativi di apprendimento di Ruby on Rails si intensificano notevolmente ed incomincio a vedere i primi, interessanti frutti.
Per ora sto gestendo il database degli utenti e delle aree del nostro sistema di gestione dei task e per quanto sia in fase primordiale, funziona egregiamente.
Sono un po’ rimasto deluso, invece, dalle librerie di “effetti speciali” che teoricamente dovrebbero rendere più gradevole l’esperienza dell’utente all’interno della web application. In pratica sono un po’ “buggosi” ma mi riservo di studiarli con più attenzione.

All’uscita dall’ufficio mi sono dovuto risvegliare bruscamente dal mio stato di intorpidimento tecnologico in cui mi ero cullato tutto il giorno. Fermi in fila al semaforo, in mezzo ad un traffico su due corsie che ti fa sentire tanto sardina in scatola, ho assistito attonito allo scippo di una povera automobilista.
La sua macchina era dietro la mia ed ho potuto seguire impotente tutta la scena dallo specchietto retrovisore (è già la seconda volta che questo specchietto mi regala emozioni forti, quasi meglio dei reality show).
Praticamente, due ragazzi in motorino hanno affiancato la malcapitata dal lato passeggero, il tipo seduto dietro si è sporto infilandosi per metà dentro l’abitacolo attraverso il finestrino aperto e ha afferrato la borsetta mentre l’amico dava gas per ripartire di slancio.
Il mio primo pensiero è stato “Ma guarda che imbecilli, a fare certi giochi in mezzo alla strada” pensando fossero conoscenti. Ho realizzato troppo tardi che non era un gioco tra amici ma uno scippo in piena regola. Troppo tardi, quasi al rallentatore, sono riuscito ad aprire la bocca e dire “Hanno rubato la…” mentre il mio cervello pensava “Devi dire a Silvia di aprire lo sportello con violenza”.
Se fossi riuscito a comunicare questa semplice frase, invece di blaterare parole incomprensibili ed inutili, i due pezzi di merda avrebbero sbattuto sul mio sportello e magari saremmo riusciti a rallentarne la fuga se non a bloccarli.
Ma queste cose meravigliose succedono solo nei film americani.
Nella realtà italiana quei due bastardi sono schizzati via in un istante e mentre la tipa attonita usciva dalla macchina urlando, io non ho potuto fare altro che balbettare due frasi senza senso e farmi assalire da una sensazione di impotenza soffocante.
Mi dispiace davvero, moltissimo.
Mi dispiace che le persone per bene che pensano ai cazzi propri debbano correre certi rischi e mi dispiace anche che certe teste di cazzo vengano su teste di cazzo perché una qualche ragione socio-antropologica li ha costretti a diventare così.

Leggevo quindi un articolo su Beppe Grillo ed il suo crescente successo sia artistico che pseudo-politico.
Si parlava del suo modo di sbattere in faccia le cose come stanno, cercando di renderle reali e affrontabili e della cerchia sempre più ampia di persone che incominciano a seguire le sue “orme” e si organizzano in più o meno piccoli gruppi di “attivisti”.
Poi si parlava del successo del suo blog, a quanto pare al 66° posto in una qualche classifica a livello mondiale.
Riflettevo proprio su questo: sulla potenza dei blog.

Inizialmente li ritenevo solo uno sfogo di solitudine di quelle persone che hanno difficoltà a relazionare con gli altri. Probabilmente in parte lo è ancora ma c’è dell’altro.
C’è anche il blog di informazione, che sta prendendo piede, tanto per cambiare, negli Stati Uniti e sta dando molto filo da torcere alle testate giornalistiche istituzionali, spesso appesantite e lente.
In Italia credo sia il blog di Beppe Grillo il precursore di quello che vorrei fosse il nuovo modo di fare e trovare informazione.
Qualcuno potrebbe obiettare sull’affidabilità ma vedete, c’è una cosa molto importante nella rete, che in parte funziona anche per gli altri “mezzi di comunicazione/informazione” ma che solo qui vede il suo apice massimo: la reputazione.
Se ti fai una pessima reputazione su internet, puoi anche chiudere i battenti e andare a dare da mangiare al gatto perché difficilmente qualcuno ti leggerà di nuovo.
Bisogna farsi conoscere, come in tutti i campi che prevedono la comunicazione di qualcosa a qualcuno. Bisogna attirare le persone sul proprio blog e non con stupidi stratagemmi dalle gambe corte.
A parte i siti vetrina, che in quanto tali hanno ciò che meritano e niente più, ovvero qualche visita sporadica, i blog devono essere aggiornati, trattare argomenti interessanti (anche e soprattutto specializzati, di nicchia) e non dire cazzate, come faccio io.
Per finire, dovrebbero essere in inglese perché in Italia non se li incula nessuno e onestamente non so proprio con chi, in Italia, avrei voglia di scambiare informazioni su Ruby on Rails o simili.
Certo, il mio campo è estremamente specializzato, troppo tecnico.
E’ per questo motivo, probabilmente, che beppegrillo.it ha il successo che ha: tratta argomenti alla mano, che stanno sulla bocca di tutti e soprattutto che hanno una rilevanza fondamentale nella quotidianità dell’italiano medio.

Basta sto sfarfallando.
Tanto non mi ascolta nessuno.

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Marcello

27 Settembre 2005

Forza, cazzo, forza e coraggio!

http://www.beppegrillo.it/archives/2005/09/le_dimissioni_d.html

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Marcello

24 Agosto 2005

Quieta disperazione

Il lunedì in discoteca…
Il martedì in discoteca…
Il mercoledì a guardare la TV. Ci sono le tette che ballano in prima serata. Posso spegnere finalmente il cervello e farmi lobotomizzare da un bel po’ di pubblicità confezionata ad arte dai geni del marketing fraudolento.

Stavo anche pensando che le banche non sono altro che strozzini a norma di legge, ma in effetti sa un po’ troppo di luogo comune quindi lasciamo perdere.

Altra cosa interessante:
“Non eleggiamo chi ci rappresenta ma chi promette di levarci meno soldi.”

“E tutti mi ameranno disperandosi”

A volte penso che siamo un popolo di inetti: troppo stanchi, depressi e rincoglioniti per reagire e renderci conto che ci stanno prendendo per il culo da decenni.
Forse è proprio questo il problema.
Ci siamo abituati, e per noi questa è la normalità.
Non c’è via di scampo così…

Conati, di Beppe Grillo

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Marcello

22 Luglio 2005

Economia del kamikaze

Economia del kamikaze, di Beppe Grillo.
Sottoscrivo in pieno.
Continuando ad odiare e reprimere nel nome della nostra cultura (come se fosse l’unica possibile) non faremo altro che alimentare questa loro risposta violenta.
Dobbiamo imparare ad essere i primi a moderare i termini e promuovere giustizia umana e sviluppo sostenibile.
Certo, la Coca Cola potrebbe non essere d’accordo.
Anche le grosse aziende petrolifere immagino che non avrebbero interesse nel comportarsi da “persone oneste”.

Io nel mio piccolo cerco di fermarmi agli stop e rispettare le precedenze.

Marcello

15 Maggio 2005

L’olio di colza danneggia gravemente Siniscalco

Ecco finalmente la verità su questo articolo link 1 e link 2.

“Prima di fare questo discorso occorre una piccola premessa.
Quanto sto per dire danneggia gravemente il ministero delle finanze, inoltre è considerato “truffa” dallo stato. Se deciderete di mettere in atto quanto NON vi consiglio affatto di fare, quindi, sarete perseguibili e io ovviamente NON vi consiglio di farlo. VI spiego semplicemente e nel dettaglio cosa NON fare.
La premessa criminosa è la seguente: quando i motori diesel vennero ideati, non esisteva ancora il carburante che oggi noi definiamo “diesel”. Non esisteva perché non esistendo i motori diesel, nessuno (escluso il buon Diesel) si era mai chiesto con cosa farli camminare.Quindi, i primi motori diesel furono concepiti avendo come combustibile degli olii vegetali, come l’olio di semi, l’olio di soia, l’olio di girasole, l’olio di semi vari, e così via. Si, proprio così, quelli che usate in casa per friggere.
La domanda è: e i motori di oggi? La risposta è: idem.
La stragrande maggioranza dei motori diesel (credo potreste avere dei problemi con quelli turbocompressi) è capace di bruciare uno qualsiasi degli olii che si usano in cucina, con l’eccezione dell’olio di oliva (dovreste prima surriscaldarlo, aspettare che decanti il residuo, e poi ossidare alcune sostanze facendoci gorgogliare dell’aria mentre bolle. Far passare dell’ossigeno dentro un combustibile liquido che bolle non è mai saggio, quindi non lo fate se non vi chiamate Enichem di cognome. Perdipiù il numero di esano è alto, quindi il botto lo sentirebbero molto lontano).
Comunque, la notizia che il Resto del Carlino dava oggi è la seguente. La gente, a quanto sembra, sta iniziando a scoprire l’olio di colza. L’olio di colza è un oliaccio di merda che le industrie usano per friggere su larga scala, e ha due vantaggi: il primo è che rovina il fegato molto lentamente , il secondo è che costa poco. Costa poco nel senso che all’ingrosso e nei discount il suo prezzo oscilla tra il 0.45 e i 0.65 euri/litro.
E quindi il Carlino dice che molta gente, “complice il tam tam su internet” inizia a prendere d’assalto i discount per comprare questo olio.
Dopodiché lo si ficca nel motore.
Problemi tecnici? L’unico problema tecnico è che l’olio vegetale è leggermente più denso degli altri, e quindi potrebbe dare dei problemi all’accensione. L’ideale sarebbe partire con il diesel petrolifero, e poi iniziare con l’olio di semi vari, o l’olio di colza.
Questo significa che la cosa migliore da fare è testare sul vostro motore quale sia la percentuale massima di olio vegetale che potrete usare. Prima ne aggiungete il 10% e edete come va, poi il 20% e vedete come va, poi il 40% e vedete come va, eccetera.
La cosa che dovrete verificare è come si comporta in accensione. I vecchi motori diesel, quelli non common-rail, quelli con le candelette di preriscaldamento per intenderci, NON hanno alcun problema e ci potrete cacciare dentro quanto olio vegetale volete. Quelli common rail invece vanno verificati come dicevo prima, aggiungendo lentamente percentuali sempre più alte di olio vegetale.
Non sarebbe stranissimo se riusciste anche voi, come la maggior parte, ad aggirarvi sul 75% - 80%. L’olio di semi, l’olio di colza, possono costare anche 0.45-0.50 al litro. Il diesel…Tutto qui, direte voi?
No, non è tutto qui. Perché lo stato considera questa cosa una truffa, cioè un reato. Se voi, cioè, comprate legalissimamente un litro di olio di colza e anziché friggerci i calamari lo infilate nel serbatoio del vostro diesel per lo stato state compiendo un reato che è truffa, perché state evadendo la tassa che c’è sui carburanti.
Non importa il fatto che l’automobile sia VOSTRA e anche l’ olio sia VOSTRO e quindi ci fate quel che volete. Lo stato dice che nel momento in cui diventa carburante , qualsiasi cosa debba pagare delle accise. Quindi nel momento in cui io sbatto, che so, il resto del carlino nella stufa, sto compiendo una truffa perché il resto del carlino NON paga l’accisa sui carburanti ad uso domestico.
Allora, qual’è il problema? Il problema è che il carlino vorrebbe dare la notizia, come la voglio dare io, mentre lo stato (che teme che la gente sappia come truffarlo) non vorrebbe. E così, i giornalisti sono minacciati di denuncia, per istigazione a delinquere, qualora dicessero che tale operazione sia possibile, e che tale operazione sia vantaggiosa.
Quindi, mi adeguo.
Allora, con questa operazione il diesel lo pagate dai 0.45 ai 0.65 euri al litro. Siccome il diesel petrolifero, come è noto, costa MENO di così, allora l’operazione è svantaggiosa. Allo stesso modo, bruciare olio di colza inquina zero. Inquina zero perché siccome il bilancio chimico di una pianta è nullo, il CO2 che buttate nell’atmosfera è lo stesso che la pianta ha assorbito per crescere, e il bilancio per il pianeta è nullo. Le misurazioni poi mostrano come il tasso di zolfo sia pressoché nullo, e le polveri sottili siano la metà del diesel petrolifero. Siccome inquinare è BELLO, allora ovviamente (in ottemperanza alle leggi vigenti) devo dirvi che usare l’olio di colza è SBAGLIATO perché rispetta l’ambiente, cosa che , come sappiamo tutti, non e’ giusto fare.
Come se non bastasse, l’olio di colza ha un numero di esano leggermente (il 3%) migliore rispetto al diesel petrolifero, ovvero il vostro motore non solo durerà di più, ma avrà una resa migliore e brucerà meno combustibile. E questo, come ci insegnano le vigenti leggi, è MALE, perché dire il contrario sarebbe istigare alla truffa.
La stessa cosa vale per l’olio di canapa, che è ancora migliore rispetto ai precedenti due. Errata corrige: trattandosi di truffa contro lo stato, è ancora PEGGIORE. Sporca di meno, mentre noi tutti sappiamo che inquinare è BELLO, rende di più, e non c’è bisogno che vi elenchi le insidie del risparmo (pratica immonda e scellerata) e, come se non bastasse, è una sonora mazzata nei coglioni a Siniscalco, la persona in Italia le cui gonadi stanno più a cuore a tutti noi. Guardatelo: i suoi occhioni profondi, quello sguardo languido e sensuale, l’espressione viva e intelligente: come pensate di dare un dispiacere ad un “piezz’e'core” del genere?
Quindi, vi esorto a NON piegarvi a queste diaboliche pratiche consistenti nel risparmiare (vade retro, satana!) soldi mettendo (coprite gli occhi alle vostre figlie) olio di colza nel serbatoio della vostra automobile diesel (che Siniscalco mi perdoni, l’ho detto!), risparmiando per di piu’ di inquinare il pianeta (che come sappiamo invece necessita di dosi crescenti di inquinamento).
La colza danneggia gravemente Siniscalco.
Aut min conc.
Fate finta che ci sia anche un bell rettangolo color nero “annuncio funerario” attorno, come nelle sigarette.
Come mai dico questo? Dico questo non perché sia una novità, ma perché è una di quelle notizie che non si dovrebbero far circolare, e che sui giornali non trovano spazio. Motivo evidente: contate il numero di pubblicità di aziende che fanno carburanti, e il numero di pubblicità di aziende che fanno olio vegetale, e scoprirete il perché.
Siccome in USA c’è un dibattito sul potere dei blog, mi piacerebbe fare un test: vedere quanto si diffonde una notizia (sebbene già nota a molti) in barba alla censura industriale che vige sui giornali, e che usa il ricatto “non faccio più pubblicità sul tuo giornale se non dici cosa voglio io”.
Quindi, se vi va, e avete un blog, replicate o linkate questo articolo, o dite le stesse cose con parole vostre. Non so perché, ma a me Siniscalco non fa tanto sesso.
In generale, comunque, oltre all’olio di colza e a quello di canapa che sono gli ideali, vanno bene anche l’olio di semi di girasole, quello di semi vari, quello di mais. L’unica discriminante è il costo al litro, il che esclude l’olio di oliva, oltre ai problemi legati alla densità.

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