Marcello

2 Febbraio 2006

Tema: La vita e le cose di questo tipo

Tema: La vita e le cose di questo tipo
Grazie ad uno stipendio discreto posso permettermi una casa in affitto con la mia ragazza ed un tenore di vita piuttosto agiato e ciò nonostante a volte fatico ad arrivare a fine mese, e sento il peso di tutte quelle piccole consuetudini giornaliere come l’andare a fare la spesa, cucinare, stendere la biancheria, guidare in mezzo al traffico etc. Tutte cose con cui convivono il 90% degli esseri umani.
Poi ogni tanto penso alle persone che stanno veramente male.
Dando un’occhiata veloce alla scala della sofferenza ogni gradino è occupato da un diverso livello di disagio, dai padri di famiglia in cassa integrazione ai detenuti fino ad arrivare ai bambini che muoiono di fame o malattie nei paesi del Terzo Mondo e a tutte quelle persone che cercano quotidianamente di aiutarli.
Insomma, ci sono un sacco di persone che stanno peggio di me.

Questa serie di elementari considerazione sul mondo mi fanno arrivare ad una conclusione: il Presidente del Consiglio che dice di condurre una vita grama, affanculo ci va da solo o ce lo mandiamo sonoramente noi ad Aprile?

Marcello

21 Gennaio 2006

Vendo la mia macchina

Vendo la mia macchina
Sono in incazzato come una iena.
Anzi lo ero, circa mezz’ora fa.
Adesso sono abbastanza calmo.
E’ da un mese che la mia macchina si spegne, inspiegabilmente, in mezzo al traffico, in curva, fermo al semaforo, insomma un po’ dove capita.
Senza un motivo valido decide di spegnersi e non si riavvia per almeno 5 minuti.
La settimana scorsa, stanco di vederla parcheggiata sotto casa inutilizzata, ho deciso di portarla dal meccanico.
Sono andato dal meccanico più vicino che ho trovato, e mi è stato detto che avrei dovuto portarla in un centro autorizzato Ford perché solo lì hanno tutti gli strumenti necessari per i controlli del caso.
Ho fatto bagagli e burattini e, sempre col terrore che mi spegnesse da un momento all’altro ho proseguito verso l’ufficio, deciso a portarla alla Ford non appena avessi finito la giornata di lavoro.
Ovviamente mi si è fermata dopo 10 minuti, in mezzo ad un traffico epocale tipico delle mattine di transumanza lavorativa, e solo dopo venti minuti di bestemmie s’è decisa a riaccendersi, giusto in tempo per parcheggiarla in uno spiazzo e lasciarla marcire fino a fine giornata.
La sera riesco finalmente a portarla al centro Ford, spiegando il problema ad un addetto.
Inutile dire che dopo un giorno e mezzo il suddetto addetto mi richiama per dire che la macchina funzionava alla perfezione e che in varie ore di prove e test “approfonditi” non ha mostrato alcun segno di cedimento. Stava per farmi i complimenti, ma sono riuscito a troncare la comunicazione prima che accadesse.
La macchina è rimasta parcheggiata sotto a casa per diversi giorni, pressoché inutilizzata, dato il mio costante terrore di ritrovarmi per l’ennesima volta a piedi finché ieri non decido di rimetterla in moto per andare al corso di inglese.
Incredibilmente non ha dato nessun segno di malfunzionamento e così, rincuorato, stamattina ho deciso di prenderla di nuovo per andare a fare un po’ di commissioni.
A 3 minuti da casa, nella ridente e trafficatissima viale Marconi l’ha rifatto: s’è spenta. E questa volta non ha accennato a riprendersi nemmeno dopo 10 minuti di tentativi continui, un calcio sullo sportello ed un pugno sulla cappotte.
Una bella spinta, parcheggiata nell’ennesimo spiazzo li vicino ed una passeggiata fino a casa per riprendermi dall’incazzo ed eccomi qui, a raccontarvi di questa mia meravigliosa avventura.
Stasera, con calma, cercherò di portarla di nuovo alla Ford: magari lunedì si decideranno a capire quale è il problema.

Ah, dimenticavo: sto vendendo una Ford Ka del 1997 a 1500?, in ottimo stato e con 74000 km circa.

Fatemi sapere!

Marcello

27 Dicembre 2005

Diffidate dalle imitazioni

I malfidati sono quelli che vivono constantemente nel panico.

Hanno paura degli altri perché dopotutto, sanno benissimo di avere torto: hanno la cosiddetta coda di paglia.

Sono quelle persone maliziose che pensano di essere vittime della malizia altrui ma solo perché loro stessi ne sarebbero capaci.

Ed eccoli sempre lì pronti a diffidare degli altri, a mettere in dubbio ogni cosa, ad aspettare che siano sempre gli altri a fare la prima mossa quando bisogna prendere una decisione.

Hollywood conosce bene questo tipo di personaggio, tant’è che gli riserva sempre una parte importante in quasi tutti i film di successo.

Questi è il tipico malvagio che punta la pistola alle spalle dello sfortunato protagonista per ottenere qualche prezioso tesoro o che lo costringe ad affrontare situazioni pericolose mentre tiene in ostaggio la bella di turno.

A volte, ma non sempre, ha il coltello dalla parte del manico e questo non fa altro che aggravare la sua posizione nella scala di simpatia del pubblico.

Alla fine del film questo personaggio muore.

Nella realtà purtroppo la situazione è ben diversa.

Queste persone esistono ma, in una versione meno spettacolare della finzione cinematografica, sono persone semplici, fanno lavori semplici e applicano la loro diffidenza a situazione altrettanto semplici, come per esempio il pagamento di una bolletta. Probabilmente sono i primi a lamentarsi nel caso in cui qualcosa vada storto ma sono sempre, regolarmente e inequivocabilmente gli ultimi a farsi avanti per risolvere un problema o semplicemente fare la loro piccola parte per un fine più grande.

Sono un po’ come dei parassiti.

Marcello

21 Dicembre 2005

E’ meglio premunirsi

Credo che sia arrivato il momento di tirare le somme di quest’anno.

“Ci siamo fatti prendere dall’entusiasmo”

Cazzarola si, abbiamo proprio cannato in pieno.

Bolletta Enel sui consumi condominiali: 94 euro di mora perché quella baldracca dell’amministratrice non ha pagato a giugno, facendoci staccare la luce.

Bolletta Energit Adsl: 41 euro, esattamente 12 euro in più rispetto al solito, perché la Telecom non può non guadagnare dalle aziendine che danno l’adsl senza linea telefonica.

Un progetto fatto per due lire e la bella faccia di un dirigente? 8 ore di lavoro con mastercard. C’è gente che avrebbe rifiutato un lavoro simile per così pochi soldi ma che vuoi farci! E’ così! E’ la vita. Zitto e succhia.

Un’ora di fila in macchina per percorrere un chilometro di strada perché l’amministrazione comunale ha deciso di fare lavori di manutenzione di un ponte e ha deciso che dovranno durare chissà, due mesi? In una delle strade più trafficate della città? Lavorare bene, in fretta e negli orari in cui crei meno disagi no vero? Pare brutto?

Buon natale a tutti, have yourself a merry little fucking christmas.

Marcello

1 Dicembre 2005

Le previsioni per i prossimi mesi

Le previsioni per i prossimi mesi
E’ ormai da più di una settimana che tutte le testate giornalistiche sguazzano in una sempre più allarmante sequenza di stupri ad opera di cittadini extracomunitari.
Mi chiedo quanto manchi prima che il popolo, terrorizzato a dovere da questo tipo di informazioni, incominci ad accettare qualsiasi soluzione, anche la più drastica, a questo problema.
Secondo me, continuando di questo passo, altre due settimane e ci liberermo la coscienza con una bella castrazione fisica generale, proprio come quell’illuminato di Calderoli suggerisce.
Oppure, quando ormai la situazione sarà esasperata ed il suddetto Calderoli starà girando per la città con un paio di forbici in mano, il portatore nano di meraviglie e doni (chissà che faccia anche le veci di Babbo Natale quest’anno) si accollerà il peso di tali decisioni, e mentre con una mano risolverà il problema con qualche tipo di restrizione creativa con l’altra tratterrà per il colletto il forbiciao matto.

Faccio un riassunto.
Il problema esiste.
Il problema viene esasperato ed usato come pretesto.
Si propone una risoluzione istintiva e insensata che possa far discutere e temere.
La situazione di esaspera ancora di più.
Arriva il deus ex machina che risolve tutto facendo anche un bel figurone.

In effetti, quale modo migliore per assicurarsi voti ingigantendo problemi ad hoc per poi risolverli platealmente?E’ alla base delle regole pubblicitarie: mostra quanto sia sporco un vestito, mostra quanto i concorrenti non riescano a pulirlo, mostra il tuo prodotto come l’unica reale soluzione che funziona davvero!!!.

Ottima mossa elettorale, complimenti.
Un sacco di persone ci cascheranno.

Marcello

27 Ottobre 2005

I testicoli rotanti

Oramai questo blog sta diventando un ricettacolo di lamentele da vecchio zio pensionato.
Comunque, se mi lamento, o sono un vecchio zio pensionato o sono incazzato nero come una faina del Wisconsin.
Stavo anche pensando di non leggere più niente, di non informarmi più. Ho smesso con la TV, non dovrebbe essere troppo difficile smettere anche con quei siti che veicolano quattro o cinque notizie degne di essere lette ma che immancabilmente mi deprimono da morire.

Ieri riflettevo su questo: i giornali non fanno altro che spargere il terrore.
- l’aviaria
- il terrorismo
- gli omicidi
- gli stupri
- gli aerei che cadono
- unabomber
- le leggi salva qualcuno
- berlusconi (non è un caso il minuscolo) che le spara grosse
- la sinistra che replica (”sei stato prima tu, specchio riflesso senza ritorno”)

E io mi incazzo.

Ieri, di primo mattino, ci hanno detto che non potevamo mangiare uova crude.
Poi, a metà mattina, quando il pranzo e il languore incalzavano, hanno cambiato idea e hanno detto che, in ogni caso, è meglio farsele al tegamino.
Poi: vorrei sapere chi cazzo è che mangia la carne di pollo cruda!

E’ inevitabile che la gente si spaventi.
Siamo continuamente in allerta, pronti a scattare, attaccati su tutti i fronti.

Ma non si può andare avanti così, Cristo Santissimo!
(Ah già, berlusca cita anche Gesù; beh sapete, sono amici intimi.
Qualcuno però dovrebbe ricordargli che fine ha fatto il suo caro amico)

Dobbiamo fare un passo indietro, respirare a pieni polmoni, contare fino a dieci e pensare alla favola di “Al lupo al lupo”.
Faremo la stessa fine, statene certi.

Marcello

15 Ottobre 2005

Zombie

Zombie
Una volta si faceva la fila per il pane o per l’acqua, insomma per beni di prima necessità.
Non l’ho mai vissuto di persona però in campeggio ho assaporato l’ebbrezza di attendere mezz’ora per riempire un bidone d’acqua per lavare i piatti, ma non è la stessa cosa.
Oggi ho visto la gente in coda per il decoder digitale terrestre.

Questa è innovazione tecnologica!
Finalmente si potrà vedere la TV in digitale, con un netto guadagno nella qualità dell’immagine e del suono.
E poi sarà interattiva!
Fantastico! Potrò inviare un segnale e dire la mia!
Pensate a quante nuove trasmissione nasceranno o verranno riadattate in funzione a questa meraviglia del creato. Il presentatore ad un certo punto dirà “Votate!” e noi potremo votare, facendo sentire realmente la nostra presenza e la nostra partecipazione.
Ma, vi ricordate quando Fabrizio Frizzi su “Europa Europa” o “Fantastico” (non ricordo più) diceva “E adesso accendete una lampadina, la luce dell’andito, così potrete votare!”.
Era entusiasmante.
In diretta, tutti assieme uniti per votare, per eleggere il vincitore del programma “Chi scoreggia più a lungo?”.
Erano i primi tentativi di TV interattiva, una cagata pazzesca.
Mi ricordo anche di una serie televisiva, qualcosa che aveva a che fare con astronavi ed un futuro super-tecnologico in cui bande rivali si sfidavano per non so che diavolo era. Anche lì ci fu un interessante tentativo di TV interattiva. In edicola vendevano una pistola di plastica che faceva una lucetta quando premevi il grilletto. Questa pistola veniva spacciata per trasmettitore ad impulsi elettromagnetici tramite il quale potevi sparare alle navicelle che comparivano sul televisore durante la puntata in corso. Non sempre riuscivo a colpirle però ogni tanto esplodevano e certamente per merito mio!
Ah quante serate felici…
Oggi invece si potrà realmente interagire.
Loro diranno “Premete il tasto” e noi premeremo il tasto.
“Votate adesso” e noi voteremo.
“Alzate una gamba” e noi alzeremo una gamba.
“Comprate questo” e noi compreremo questo.
“Andate a cagare” e noi, effettivamente, a testa china, ci sentiremo in obbligo di rispettare un così interattivo ordine.
Milioni di italiani che cagano in contemporanea ed in diretta nazionale. Un evento storico. Fogne e fogne si intaseranno dei nostri escrementi per la gioia del presentatore televisivo.
Qualcuno invece riderà sotto i baffi, guardandoci divertito e pensando a quanto lo stiamo rendendo ricco e felice.
Pecoroni.

Però è comprensibile.
Come si può ritenere possibile non accendere la TV neanche una volta al giorno, nemmeno per 10 minuti.
La TV da sicurezza; è li che occupa il nostro mobiletto assieme ad 85 decoder e 34 registratori digitali e analogici. Tutta questa potenza di fuoco controllata da soli 4 telecomandi che sembrano portaerei.
Il divano con l’impronta delle nostre sudate natiche, in una mano un telecomando a caso, nell’altra a scelta:
1. Una sigaretta
2. Un bicchiere con qualche liquido più o meno alcolico
3. La mano del proprio partner o del proprio amante
4. Un cazzo
E nel cervello: il vuoto spinto ed un leggero fischio attribuibile allo sfiato.
Siamo i padroni del mondo.

Stavo pensando a quella poveretta di mia nonna che, per ovvie ragioni culturali, di tecnologia e TV digitale terrestre non ne capisce un cazzo.
Mi chiedevo se andrà qualcuno a casa sua a spiegarle che dal primo Febbraio del 2006 la TV così come la conosce lei non funzionerà più perché per il bene del progresso dovrà comprare un decoder (ma si dai, c’è anche l’incentivo, la vasellina, insomma, chiamatela come volete).
Ah no, scusate, è vero che in TV già da qualche tempo Maurizio Costanzo ci minaccia: “Se non comprate il decoder, non mi vedrete più”.
L’informazione prima di tutto.
Sono affranto.

Mi chiedo perché invece di spendere soldi pubblici per incentivare questa innovativa e meravigliosa tecnologia che ci permetterà di vedere le solite facce di cazzo di sempre, vecchi e giovani rincoglioniti dello spettacolo che tirano calci ad un pallone, tirano sole pazzesche con le loro false storie, tirano a chi ce l’ha più bona e tirano coca, non li hanno investiti per far conoscere ed utilizzare internet, che è vera e continua innovazione, che è interattiva per davvero, che è grande, infinita, globale, sempre aggiornata e praticamente libera?
La mia seconda personalità paranoica (anche la prima lo è, in effetti) mi impone di dire che anche internet sarà entro breve (se non lo è già adesso) controllata e architettata come un qualsiasi palinsesto TV.

La so la risposta ragazzi, la so: perché persone troppo intelligenti o anche solo abbastanza informate non le controlli più, non te le inculi più a colazione, non le sbatacchi da una parte all’altra come più ti aggrada a pranzo, non gli fai spendere soldi un po’ qui e un po’ li a seconda delle tue necessità per merenda e non le maltratti col bastone della buonanotte la sera, dopo cena, assieme all’ammazza caffè.
Volete la TV digitale terrestre perché non potete fare a meno di tutto questo ben di dio?
Avete bisogno della TV digitale terrestre perché se non guardate la vostra squadra del cuore picchiate vostro figlio?
Come dite? E’ vostro figlio che vi picchia se non prendete la TV digitale terrestre?
Ok, è praticamente gratis.
Schiavi.

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Marcello

11 Ottobre 2005

Grillo i blog la legge elettorale e tutto quanto

Oggi decisamente una giornata piena.
In ufficio i miei tentativi di apprendimento di Ruby on Rails si intensificano notevolmente ed incomincio a vedere i primi, interessanti frutti.
Per ora sto gestendo il database degli utenti e delle aree del nostro sistema di gestione dei task e per quanto sia in fase primordiale, funziona egregiamente.
Sono un po’ rimasto deluso, invece, dalle librerie di “effetti speciali” che teoricamente dovrebbero rendere più gradevole l’esperienza dell’utente all’interno della web application. In pratica sono un po’ “buggosi” ma mi riservo di studiarli con più attenzione.

All’uscita dall’ufficio mi sono dovuto risvegliare bruscamente dal mio stato di intorpidimento tecnologico in cui mi ero cullato tutto il giorno. Fermi in fila al semaforo, in mezzo ad un traffico su due corsie che ti fa sentire tanto sardina in scatola, ho assistito attonito allo scippo di una povera automobilista.
La sua macchina era dietro la mia ed ho potuto seguire impotente tutta la scena dallo specchietto retrovisore (è già la seconda volta che questo specchietto mi regala emozioni forti, quasi meglio dei reality show).
Praticamente, due ragazzi in motorino hanno affiancato la malcapitata dal lato passeggero, il tipo seduto dietro si è sporto infilandosi per metà dentro l’abitacolo attraverso il finestrino aperto e ha afferrato la borsetta mentre l’amico dava gas per ripartire di slancio.
Il mio primo pensiero è stato “Ma guarda che imbecilli, a fare certi giochi in mezzo alla strada” pensando fossero conoscenti. Ho realizzato troppo tardi che non era un gioco tra amici ma uno scippo in piena regola. Troppo tardi, quasi al rallentatore, sono riuscito ad aprire la bocca e dire “Hanno rubato la…” mentre il mio cervello pensava “Devi dire a Silvia di aprire lo sportello con violenza”.
Se fossi riuscito a comunicare questa semplice frase, invece di blaterare parole incomprensibili ed inutili, i due pezzi di merda avrebbero sbattuto sul mio sportello e magari saremmo riusciti a rallentarne la fuga se non a bloccarli.
Ma queste cose meravigliose succedono solo nei film americani.
Nella realtà italiana quei due bastardi sono schizzati via in un istante e mentre la tipa attonita usciva dalla macchina urlando, io non ho potuto fare altro che balbettare due frasi senza senso e farmi assalire da una sensazione di impotenza soffocante.
Mi dispiace davvero, moltissimo.
Mi dispiace che le persone per bene che pensano ai cazzi propri debbano correre certi rischi e mi dispiace anche che certe teste di cazzo vengano su teste di cazzo perché una qualche ragione socio-antropologica li ha costretti a diventare così.

Leggevo quindi un articolo su Beppe Grillo ed il suo crescente successo sia artistico che pseudo-politico.
Si parlava del suo modo di sbattere in faccia le cose come stanno, cercando di renderle reali e affrontabili e della cerchia sempre più ampia di persone che incominciano a seguire le sue “orme” e si organizzano in più o meno piccoli gruppi di “attivisti”.
Poi si parlava del successo del suo blog, a quanto pare al 66° posto in una qualche classifica a livello mondiale.
Riflettevo proprio su questo: sulla potenza dei blog.

Inizialmente li ritenevo solo uno sfogo di solitudine di quelle persone che hanno difficoltà a relazionare con gli altri. Probabilmente in parte lo è ancora ma c’è dell’altro.
C’è anche il blog di informazione, che sta prendendo piede, tanto per cambiare, negli Stati Uniti e sta dando molto filo da torcere alle testate giornalistiche istituzionali, spesso appesantite e lente.
In Italia credo sia il blog di Beppe Grillo il precursore di quello che vorrei fosse il nuovo modo di fare e trovare informazione.
Qualcuno potrebbe obiettare sull’affidabilità ma vedete, c’è una cosa molto importante nella rete, che in parte funziona anche per gli altri “mezzi di comunicazione/informazione” ma che solo qui vede il suo apice massimo: la reputazione.
Se ti fai una pessima reputazione su internet, puoi anche chiudere i battenti e andare a dare da mangiare al gatto perché difficilmente qualcuno ti leggerà di nuovo.
Bisogna farsi conoscere, come in tutti i campi che prevedono la comunicazione di qualcosa a qualcuno. Bisogna attirare le persone sul proprio blog e non con stupidi stratagemmi dalle gambe corte.
A parte i siti vetrina, che in quanto tali hanno ciò che meritano e niente più, ovvero qualche visita sporadica, i blog devono essere aggiornati, trattare argomenti interessanti (anche e soprattutto specializzati, di nicchia) e non dire cazzate, come faccio io.
Per finire, dovrebbero essere in inglese perché in Italia non se li incula nessuno e onestamente non so proprio con chi, in Italia, avrei voglia di scambiare informazioni su Ruby on Rails o simili.
Certo, il mio campo è estremamente specializzato, troppo tecnico.
E’ per questo motivo, probabilmente, che beppegrillo.it ha il successo che ha: tratta argomenti alla mano, che stanno sulla bocca di tutti e soprattutto che hanno una rilevanza fondamentale nella quotidianità dell’italiano medio.

Basta sto sfarfallando.
Tanto non mi ascolta nessuno.

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Marcello

6 Ottobre 2005

Some kind of monster

Dal Manifesto di oggi 06/10/05, titolo di apertura:

Paradiso fiscale
“Dio deve entrare nella vita pubblica, purché sia esentasse. Con un blitz il senato approva una norma che esenta la chiesa cattolica dal pagamento dell’Ici. Istituti privati, ospedali, ristoranti e case non solo non pagheranno più, ma si vedranno restituire quanto versato dal ‘93: un regalo da centinaia di milioni di euro. Procreazione assistita, scuole, aborto, tasse: il Vaticano è ormai alla conquista dello stato confinante.”

Stiamo assistendo in diretta alla rovina del nostro Paese. Ormai anche gli ottenebrati mentali si stanno rendendo conto che la vita non è tutta calcio, figa e SUV ma è troppo tardi.
Belli miei la puzza di merda che sentivamo da qualche decennio non veniva dalla fogna per strada come ci facevano credere.
La puzza di merda viene da dentro casa, da noi stessi, rimasti a guardare catatonici l’ennesimo sceneggiato televisivo senza renderci conto che eravamo i protagonisti e che ci eravamo appena cagati addosso.
Beh, scappare, per quanto allettante forse non è possibile e di certo non alla portata di tutti.
Cos’altro ci resta?
Non ne ho la minima idea ma dubito che la lobotomizzazione mediatica continui ad essere una buona soluzione.

Ho un po’ paura.

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Marcello

24 Agosto 2005

Quieta disperazione

Il lunedì in discoteca…
Il martedì in discoteca…
Il mercoledì a guardare la TV. Ci sono le tette che ballano in prima serata. Posso spegnere finalmente il cervello e farmi lobotomizzare da un bel po’ di pubblicità confezionata ad arte dai geni del marketing fraudolento.

Stavo anche pensando che le banche non sono altro che strozzini a norma di legge, ma in effetti sa un po’ troppo di luogo comune quindi lasciamo perdere.

Altra cosa interessante:
“Non eleggiamo chi ci rappresenta ma chi promette di levarci meno soldi.”

“E tutti mi ameranno disperandosi”

A volte penso che siamo un popolo di inetti: troppo stanchi, depressi e rincoglioniti per reagire e renderci conto che ci stanno prendendo per il culo da decenni.
Forse è proprio questo il problema.
Ci siamo abituati, e per noi questa è la normalità.
Non c’è via di scampo così…

Conati, di Beppe Grillo

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