Sognavo di arrivare tardi ad un esame di logica, dove tu, Marcello, non solo eri arrivato in orario, ma avevi anche già terminato. Si trattava di un compito scritto in cui l’esercizio era basato su la somma dei quadrati ax2-bx+c ma al posto di lettere e variabili c’erano disegni (es, Mezzobusto,giubbotto elevato stella +testa,giubbotto+hamburger). Il panico di non aver studiato e di non conoscere la soluzione era fomentato dal fatto che Marcello non accennava ad aiutarmi. Dissolvenza e risveglio.
Ho sognato di essere a una festa di incontrare una ragazza che andava in giro con un gatto abissino in braccio (gli abissini sono i miei “gatti di marca” preferiti. n.d.A.). Segue dialogo:
IO: Che bello!! E’ tuo?
LEI: No, questo non è mio, ma a casa ne ho uno.
continua…
Ho sognato di strani computer collegati in rete.
Il loro scopo era lo studio di alcuni affioramenti rocciosi dalle profondità marine che uscivano dall’acqua come sommergibili in emersione.
I computer si trovavano in un piccolo appartamento e dovevo configurare correttamente il loro proto-ano affinchè il collegamento in rete funzionasse a dovere.
Camminavo su un ponte, ma non un ponte in legno o tibetano, un normalissimo ponte su un normalissimo canale mezzo secco!
ad un tratto davanti a me cammina un bambino sui 10 anni, biondino, molto magro, con un giubbetto di jeans.
continua…
Casa dei miei sorgeva vicino ad un antico castello medievale, collegata ad esso da un ponte che dal cancello sul balcone della cucina portava al portone principale del vecchio edificio.
Dentro il castello viveva il Diavolo.
continua…
Ho un ricordo sfumato di tutto il resto però riesco a rivedere l’immagine di me e Silvia alla guida di una non meglio precisata automobile. Decidiamo di imboccare una strada di campagna per arrivare prima (dove?). E’ una di quelle strade in terra battuta con al centro una striscia di spighe di grano folta e continua.
continua…
Mi trovavo in un locale notturno, forse un pub, con alcuni amici di cui non ricordo il viso. Ad un certo punto decido di andare via e inizo a passeggiare per le stradine desolate del centro storico, strade strette e buie come se ne possono trovare a Castello.
continua…
Più che un sogno, un frammento di incubo.
Davanti a uno specchio apro la bocca per osservarmi i denti. Come prima cosa vedo un’ala di insetto poggiata sulla lingua. E’ abbastanza grande, trasparente, ne intravedo le venature, all’estremità più stretta c’è attaccato un pezzo di “carapace” dell’insetto. Mi fa mortalmente schifo, comunque la afferro con due dita e la butto via.
continua…
Stiamo registrando la parte cantata per un pezzo fatto da Cesare e Alessandro, e Cesare ha le cuffie e canta davanti al microfono la linea vocale normale. Ad un certo punto a me ne viene in mente un’altra e inizio a dargli delle indicazioni melodiche, voglio che scenda un pò più in basso in un determinato punto, fare una pausa, per poi crescere verso la fine. Come sottofondo si sente un pezzo dell’overture di six deegrees dei Dream Theater, e mi sembra del tutto normale. A un certo punto mi9 rendo conto che la linea che sto suggerendo a Cesare è quella di My Way di Sinatra, glielo dico e scoppiamo a ridere, pensando di metterla comunque come citazione tipo Elio.
L’altra notte ho sognato che in ufficio era la giornata del grano. Tutti i prati intorno agli uffici erano ricoperti di campi di grano verde, “tosati” a linee diagonali che si intersecano, in modo da creare dei cespugli romboidali.
continua…