Marcello

18 Agosto 2008

Visione parziale

Ero protagonista di un film di Pete Steele, leader dei Type 0 Negative.
Il film era ambientato di notte, in una città umida e silenziosa, tra strade desolate e rumori improvvisi, gatti che inseguivano prede invisibili e sussurri incomprensibili di gente altrettanto invisibile.
A rendere ancora più angosciante la situazione era la scelta del punto di vista: le scene erano riprese con una videocamera che simulava alternativamente l’occhio destro e quello sinistro, con tanto di pezzo di naso sfuocato a lato dell’inquadratura.

Marcello

18 Maggio 2008

Il Mobilificio

Avevamo deciso di andare a vedere un nuovo centro commerciale poco fuori città. Era stato costruito all’interno di una zona militare che controllava una discarica a cielo aperto di mobili. Montagne di vecchie scrivanie, letti, comodini, cucine e divani, tutti rigorosamente color marrone, erano accatastate le une sulle altre formando una distesa uniforme. Il luogo era circondato da filo spinato e al centro di esso c’era un enorme cubo di cemento grigio, al quale si accedeva tramite uno stretto corridoio asfaltato che divideva l’area. Dopo qualche minuto alla ricerca di un parcheggio, riusciamo a scendere dalla macchina e seguiamo la fila di gente per entrare.
continua…

Marcello

21 Marzo 2008

La puntura blu

Eravamo in un agriturismo, dentro una stanza in cui il proprietario ci stava illustrando alcune caratteristiche della loro azienda agricola.
Ad un certo punto viene interrotto da qualcuno che bussa alla porta.
continua…

Marcello

29 Febbraio 2008

Bisogna specificare

http://pbfcomics.com/archive_b/PBF246-Bee.gif

Marcello

30 Aprile 2007

La guerra contro Dio

Mi trovo su una spiaggia deserta, sconfinata e di sabbia bianchissima, inarcata su un mare verde è cinta da due altissime montagne di roccia perlopiù nuda, con qualche sprazzo di vegetazione qua e la. Il mare è calmo e sembra di essere in paradiso.
continua…

Carodani

21 Marzo 2007

Quartheater

Da un’idea trita e ritrita ma mai pratichita vorrei rispolverare un team per l’esecuzione di un brano… a 12 anni dalla sua uscita, A Change of Season, che rintitolerei A Change of Sound. Direi che i task da realizzare sono:

Batteria:
Basso:
Chitarra solista:
Accordi e arpeggi:
Tastiere:
Voce:
Effetti e mix:

Ognuno degli aspiranti esecutori può decidere quale parte realizzare, spedendola a chi fa il mix finale. Ovviamente il click dev’essere quello della canzone originale.
Ma fin qui mi direte: ebbè? Ebbè l’esecuzione non deve assolutamente essere fatta con lo strumento giusto, si può trasporre una chitarra sulla batteria, un fischio sulla tastiera, il rumore di un motore sulla voce… insomma come vi pare, basta che si produca una pista quanto più simile possibile all’originale come tempi e note.
Ci state? Ce la facciamo per natale…?
Sarebbe bello anche filmare alcune parti della produzione così da fare un bel “making of” e metterlo su… youtube?

Marcello

4 Novembre 2006

L’inverno che incazza

Molte persone hanno paura dell’inverno ma a me piace. Mi piace l’odore dei caminetti accesi in giro per Quartu, la gente che passeggia in centro a Cagliari e che sembra stia sempre facendo acquisti per le feste.

Tutti si vogliono bene e tutto scorre sereno.

Nella mia mente.

La realtà è che cambia poco o niente. Ultimamente ho il cuoio capelluto molto secco ed in testa ho prurito. Devo cambiare shampoo.

Non riesco a capire se Stefano e Nanà sono riusciti a ricevere i miei SMS nei loro rispettivi luoghi perfettamente simmetrici rispetto a qui.

Buon proseguimento a tutti.

Marcello

2 Novembre 2006

Saint USB - Keep my data safe

http://www.notcot.com/archives/2006/11/saint_usb.html

Marcello

12 Maggio 2006

Le nuove mode

Le nuove mode
Era da tempo che cercavo di capire cosa mi ricordasse questa moda che dilaga tra le donne dei giorni nostri.
Adesso l’ho realizzato, in un lampo accecante di lucidità.

Marcello

28 Aprile 2006

Il lavatrice

Il lavatrice
Il culo era sodo dentro i pantaloncini rossi di due taglie più piccoli, ma le rotondità erano sproporzionate e non appena l’inquadratura si abbassava di qualche centimetro finiva su due polpacci pelosi e nerboruti, reduci da numerose partite di calcetto e da qualche recente caduta dalla bici.
Tutti lo chiamavano Barbara, ma era un uomo e lo si capiva dal monociglio nero sopra uno sguardo strabico, dai baffi incolti, dal pizzetto interrotto da buchi di alopecia, dalla canottiera bianca sgualcita, dal petto villoso e, come se non bastasse, dall’immancabile pancia da birra.

Barbara amava alla follia l’aria aperta e trascorreva tutto il tempo a giocare con l’acqua e a rotolarsi nella polvere del cortile condominiale come un ragazzino di 16 anni pur avendone 23 e dimostrandone 42.

Il più grande problema di Barbara era non aver mai imparato a leggere, principio fondamentale di una convivenza armoniosa col resto del creato, tanto da averle sempre impedito qualsiasi rapporto umano che andasse oltre al semplice saluto.
Infatti quand’era piccolo i suoi coetanei restavano a casa a leggere montagne di fumetti e libri divertentissimi e le loro risa si potevano udire attraverso le finestre aperte sul cortile, quello stesso cortile in cui Barbara rotolava e giocava, da sola.

Un bel giorno scoprì di poter usufruire della pompa innaffiatoio del giardino per condire i suoi giochi con quella particolare imprevedibilità dovuta al fattore umido dell’acqua e da allora il mix con la polvere divenne la sua passione.
Non ci volle molto affinché comprendesse che l’acqua poteva rimuovere la polvere in pochissimi secondi, ma questo non la preoccupava affatto, anzi lo esortava a spingersi verso nuovi orizzonti fatti di pulito che poi sporcava, o di sporco che poi puliva con cura e precisione, quasi maniacale. Altra interessante scoperta fu il secchio: azzurro e con il manico arrugginito era una festa, quasi in maschera.

Dopo mesi di pratica divenne bravissimo nell’arte dell’auto-lavaggio, tanto da meritare l’appellativo di “Lavatrice”, per la gioia sua e dei vicini, che vedevano in questa sua nuova passione una fonte di guadagno. Infatti non ci volle molto tempo per la prima, seria, proposta di lavoro: una Panda gialla dell’85, completamente arrugginita e insozzata dal recente attraversamento di un fiume in piena nonché dalle abbondanti piogge sabbiose portate dai venti del Sud.
All’apparenza era un lavoro impossibile.
Un autolavaggio composto da 12 professionisti del settore fu costretto a chiudere i battenti dopo aver fallito nell’opera, tra le risa isteriche dei passanti e di un vecchio accalappiacani sordo.
Barbara, forte della sua stupidità, non si lasciò intimorire e lesto riempì per metà il secchio azzurro. Con alcuni veloci colpi di spugna rimosse agilmente il primo strato di sporco incrostato e nel giro di un’ora la Panda, non solo era pulita, ma brillava ed era diventata una Uno del ‘93 con marmitta catalitica.

Da quei giorni gloriosi Barbara è diventata il punto di riferimento per centianaia di giovani della zona, più che altro per farsi quattro risate alle spalle di una persona scarsamente sana di mente, però pur sempre un essere umano di tutto rispetto.
Ora lo si può trovare ogni Sabato, sempre nello stesso cortile, a lavare le macchine di tutti i condòmini con quel suo sorriso giallo pipì a 7 denti e l’alito pestifero, ma una voglia di vivere degna di una marmotta maratoneta del Massachusetts.

Grazie Barbara, grazie di esistere.