Marcello

25 Luglio 2005

Zitti zitti e poi … Yahoo!!!

E’ interessante quello che Yahoo sta facendo, più o meno in sordina da un po di tempo.
Prima Flickr, adesso Konfabulator… stanno cercando di accaparrarsi prodotti di altissima qualità che mettono daccordo diverse community, diverse tipologie di utenti e diverse piattaforme.
E’ molto interessante, cazzarola.

Più tardi ci penso meglio e continuo il discorso…

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Marcello

20 Luglio 2005

La luna

Quelli di Google sono su un altro pianeta, e questa volta per davvero. Gente che si diverte lavorando.
Ha del miracoloso.

moon.google.com

Marcello

26 Giugno 2005

I bei tempi che furono

I bei tempi che furono
Rovistando fra vetusti cd alla disperata ricerca di un file per un amico, ho ritrovato una cartella con la prima versione del mio sito, questo sito, quando ancora l’html era fatto con strumenti di fortuna e software compromettenti (si legga “Frontpage Express”).

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Marcello

21 Giugno 2005

Gli 11 comandamenti del buon web designer

darice.org suggerisce 11 cose che le persone dovrebbe sapere prima di farsi venire voglia di avere un sito.
Con l’aiuto di Chicco e Silvia ho tradotto il testo per il pubblico italo-ablante.

11 cose a proposito di un sito web.
Guida per chiunque commissioni un sito.

  1. Un sito web è un insieme di font, colori e immagini ben impaginati. Tutto questo serve ad evidenziare l’elemento più importante di un sito: il suo contenuto.
  2. Il codice di un buon sito web è fatto “a mano” da un web designer: usare un programma come Frontpage o Publisher è un grave errore. Vedi anche il punto 10.
  3. Ci vuole tempo per creare un sito di qualità. Contatta un web designer in anticipo per consentire una buona pianificazione del lavoro.
  4. Le introduzioni in Flash non faranno aumentare i tuoi affari. La maggior parte degli utenti cliccherà immediatamente sul bottone “salta presentazione”. “Sito in Flash” non equivale a “Facile da aggiornare”. Flash è utile per siti tematici: un buon esempio è www.jkrowling.com, il sito dell’autrice di Harry Potter.
  5. Modificare il design dopo che il sito è stato completato richiede tempo. Il design dovrà essere studiato nuovamente ed il codice riscritto. Vedi anche il punto 3.
  6. Per comparire sui motori di ricerca è meglio scrivere un codice pulito e usare in modo intelligente le parole chiave piuttosto che spendere soldi per un servizio di indicizzazione. Per “uso intelligente delle parole chiave” si intende un massimo di 5 parole. Un codice pulito ed un corretto uso dei contenuti garantiscono un buon posizionamento nei risultati di un motore di ricerca.
  7. Copiare il design o il contenuto di un altro sito senza permesso è contrario alle leggi sul copyright. Ogni azienda deve sviluppare i propri servizi/prodotti.
  8. Senza contenuti non hai un sito. Un web designer ha bisogno di contenuti per poter creare un design calzante e per rilasciare un sito completo.
  9. Otterrai ciò che fornisci. Il web designer non è responsabile per gli errori nei contenuti forniti dal cliente poichè questi sono di responsabilità del cliente stesso.
  10. Far modificare il sito da un non-web designer con programmi come Frontpage o Publisher comprometterà il design e il codice e il tuo sito non sarà visualizzato correttamente in tutti i browser e sistemi operativi.
  11. Decidi cosa vuoi prima di contattare un web designer. Questo ti farà risparmare sia tempo che soldi.
Marcello

15 Giugno 2005

Nuova versione del sito

Nuova versione del sito
Piccole donnole crescono.
Piccole cozze strozzano.
Piccole e tozze stressano.
Piccole gonne gonfiano.
Piccole cose cozzano.
Piccole volpi spazzano.
Piccole zone grattano.
Piccole volpi spazzano.

Vi presento la nuova versione del mio sito: fatemi sapere che ne pensate e fatemi i complimenti perchè sono bravo etc etc…

Se trovate qualche bug (e ce ne sono sicuramente), segnalateli quì sotto.

Grazie,
Marcello

Marcello

15 Maggio 2005

L’olio di colza danneggia gravemente Siniscalco

Ecco finalmente la verità su questo articolo link 1 e link 2.

“Prima di fare questo discorso occorre una piccola premessa.
Quanto sto per dire danneggia gravemente il ministero delle finanze, inoltre è considerato “truffa” dallo stato. Se deciderete di mettere in atto quanto NON vi consiglio affatto di fare, quindi, sarete perseguibili e io ovviamente NON vi consiglio di farlo. VI spiego semplicemente e nel dettaglio cosa NON fare.
La premessa criminosa è la seguente: quando i motori diesel vennero ideati, non esisteva ancora il carburante che oggi noi definiamo “diesel”. Non esisteva perché non esistendo i motori diesel, nessuno (escluso il buon Diesel) si era mai chiesto con cosa farli camminare.Quindi, i primi motori diesel furono concepiti avendo come combustibile degli olii vegetali, come l’olio di semi, l’olio di soia, l’olio di girasole, l’olio di semi vari, e così via. Si, proprio così, quelli che usate in casa per friggere.
La domanda è: e i motori di oggi? La risposta è: idem.
La stragrande maggioranza dei motori diesel (credo potreste avere dei problemi con quelli turbocompressi) è capace di bruciare uno qualsiasi degli olii che si usano in cucina, con l’eccezione dell’olio di oliva (dovreste prima surriscaldarlo, aspettare che decanti il residuo, e poi ossidare alcune sostanze facendoci gorgogliare dell’aria mentre bolle. Far passare dell’ossigeno dentro un combustibile liquido che bolle non è mai saggio, quindi non lo fate se non vi chiamate Enichem di cognome. Perdipiù il numero di esano è alto, quindi il botto lo sentirebbero molto lontano).
Comunque, la notizia che il Resto del Carlino dava oggi è la seguente. La gente, a quanto sembra, sta iniziando a scoprire l’olio di colza. L’olio di colza è un oliaccio di merda che le industrie usano per friggere su larga scala, e ha due vantaggi: il primo è che rovina il fegato molto lentamente , il secondo è che costa poco. Costa poco nel senso che all’ingrosso e nei discount il suo prezzo oscilla tra il 0.45 e i 0.65 euri/litro.
E quindi il Carlino dice che molta gente, “complice il tam tam su internet” inizia a prendere d’assalto i discount per comprare questo olio.
Dopodiché lo si ficca nel motore.
Problemi tecnici? L’unico problema tecnico è che l’olio vegetale è leggermente più denso degli altri, e quindi potrebbe dare dei problemi all’accensione. L’ideale sarebbe partire con il diesel petrolifero, e poi iniziare con l’olio di semi vari, o l’olio di colza.
Questo significa che la cosa migliore da fare è testare sul vostro motore quale sia la percentuale massima di olio vegetale che potrete usare. Prima ne aggiungete il 10% e edete come va, poi il 20% e vedete come va, poi il 40% e vedete come va, eccetera.
La cosa che dovrete verificare è come si comporta in accensione. I vecchi motori diesel, quelli non common-rail, quelli con le candelette di preriscaldamento per intenderci, NON hanno alcun problema e ci potrete cacciare dentro quanto olio vegetale volete. Quelli common rail invece vanno verificati come dicevo prima, aggiungendo lentamente percentuali sempre più alte di olio vegetale.
Non sarebbe stranissimo se riusciste anche voi, come la maggior parte, ad aggirarvi sul 75% - 80%. L’olio di semi, l’olio di colza, possono costare anche 0.45-0.50 al litro. Il diesel…Tutto qui, direte voi?
No, non è tutto qui. Perché lo stato considera questa cosa una truffa, cioè un reato. Se voi, cioè, comprate legalissimamente un litro di olio di colza e anziché friggerci i calamari lo infilate nel serbatoio del vostro diesel per lo stato state compiendo un reato che è truffa, perché state evadendo la tassa che c’è sui carburanti.
Non importa il fatto che l’automobile sia VOSTRA e anche l’ olio sia VOSTRO e quindi ci fate quel che volete. Lo stato dice che nel momento in cui diventa carburante , qualsiasi cosa debba pagare delle accise. Quindi nel momento in cui io sbatto, che so, il resto del carlino nella stufa, sto compiendo una truffa perché il resto del carlino NON paga l’accisa sui carburanti ad uso domestico.
Allora, qual’è il problema? Il problema è che il carlino vorrebbe dare la notizia, come la voglio dare io, mentre lo stato (che teme che la gente sappia come truffarlo) non vorrebbe. E così, i giornalisti sono minacciati di denuncia, per istigazione a delinquere, qualora dicessero che tale operazione sia possibile, e che tale operazione sia vantaggiosa.
Quindi, mi adeguo.
Allora, con questa operazione il diesel lo pagate dai 0.45 ai 0.65 euri al litro. Siccome il diesel petrolifero, come è noto, costa MENO di così, allora l’operazione è svantaggiosa. Allo stesso modo, bruciare olio di colza inquina zero. Inquina zero perché siccome il bilancio chimico di una pianta è nullo, il CO2 che buttate nell’atmosfera è lo stesso che la pianta ha assorbito per crescere, e il bilancio per il pianeta è nullo. Le misurazioni poi mostrano come il tasso di zolfo sia pressoché nullo, e le polveri sottili siano la metà del diesel petrolifero. Siccome inquinare è BELLO, allora ovviamente (in ottemperanza alle leggi vigenti) devo dirvi che usare l’olio di colza è SBAGLIATO perché rispetta l’ambiente, cosa che , come sappiamo tutti, non e’ giusto fare.
Come se non bastasse, l’olio di colza ha un numero di esano leggermente (il 3%) migliore rispetto al diesel petrolifero, ovvero il vostro motore non solo durerà di più, ma avrà una resa migliore e brucerà meno combustibile. E questo, come ci insegnano le vigenti leggi, è MALE, perché dire il contrario sarebbe istigare alla truffa.
La stessa cosa vale per l’olio di canapa, che è ancora migliore rispetto ai precedenti due. Errata corrige: trattandosi di truffa contro lo stato, è ancora PEGGIORE. Sporca di meno, mentre noi tutti sappiamo che inquinare è BELLO, rende di più, e non c’è bisogno che vi elenchi le insidie del risparmo (pratica immonda e scellerata) e, come se non bastasse, è una sonora mazzata nei coglioni a Siniscalco, la persona in Italia le cui gonadi stanno più a cuore a tutti noi. Guardatelo: i suoi occhioni profondi, quello sguardo languido e sensuale, l’espressione viva e intelligente: come pensate di dare un dispiacere ad un “piezz’e'core” del genere?
Quindi, vi esorto a NON piegarvi a queste diaboliche pratiche consistenti nel risparmiare (vade retro, satana!) soldi mettendo (coprite gli occhi alle vostre figlie) olio di colza nel serbatoio della vostra automobile diesel (che Siniscalco mi perdoni, l’ho detto!), risparmiando per di piu’ di inquinare il pianeta (che come sappiamo invece necessita di dosi crescenti di inquinamento).
La colza danneggia gravemente Siniscalco.
Aut min conc.
Fate finta che ci sia anche un bell rettangolo color nero “annuncio funerario” attorno, come nelle sigarette.
Come mai dico questo? Dico questo non perché sia una novità, ma perché è una di quelle notizie che non si dovrebbero far circolare, e che sui giornali non trovano spazio. Motivo evidente: contate il numero di pubblicità di aziende che fanno carburanti, e il numero di pubblicità di aziende che fanno olio vegetale, e scoprirete il perché.
Siccome in USA c’è un dibattito sul potere dei blog, mi piacerebbe fare un test: vedere quanto si diffonde una notizia (sebbene già nota a molti) in barba alla censura industriale che vige sui giornali, e che usa il ricatto “non faccio più pubblicità sul tuo giornale se non dici cosa voglio io”.
Quindi, se vi va, e avete un blog, replicate o linkate questo articolo, o dite le stesse cose con parole vostre. Non so perché, ma a me Siniscalco non fa tanto sesso.
In generale, comunque, oltre all’olio di colza e a quello di canapa che sono gli ideali, vanno bene anche l’olio di semi di girasole, quello di semi vari, quello di mais. L’unica discriminante è il costo al litro, il che esclude l’olio di oliva, oltre ai problemi legati alla densità.

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Marcello

31 Marzo 2005

Un nuovo gioco

Vi invito tutti a cazzeggiare con questa piccola paginetta.

Room


Buon divertimento.